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Libri consigliati

Don Andrea Gallo
Le preghiere di un utopista
Prefazione di Loris Mazzetti
Aliberti editore

globalizzazione e i suoi oppositori

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J. E. Stiglitz
La globalizzazione e i suoi oppositori

globalizzazione e i suoi oppositori

Einaudi 2002
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S. Žižek, In difesa della cause perse. Materiali per la rivoluzione globale.

globalizzazione e i suoi oppositori

Ponte alle Grazie, Milano 2009.

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Elsa Morante
La storia, Einaudi Cartaceo - eBook

globalizzazione e i suoi oppositori

Lo avevano detto

B. Trentin - Lavoro e libertà - Donzelli Editore 1994

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Tolstoj

“Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo.”
LEV TOLSTOJ

Il mito della sovranità dei consumatori

di Ian Angus e Samuel Butler*

(*Ian Angus editorialista di Monthly Review)

https://monthlyreview.org/product/a_redder_shade_of_green/

https://monthlyreview.org/2017/03/01/marx-and-engels-and-the-red-chemist/

https://monthlyreview.org/product/facing_the_anthropocene/

https://monthlyreview.org/2015/09/01/when-did-the-anthropocene-beginand-why-does-it-matter/

https://monthlyreview.org/2014/03/01/plastic-plague/

https://monthlyreview.org/2013/09/01/myth-environmental-catastrophism/

angus

Il mercato ha raramente a che fare con la scelta o la libertà, poiché tutto viene deciso in anticipo per noi, che si tratti dei nuovi modelli di automobile, dei giocattoli o dei programmi televisivi: certo una scelta la facciamo, ma non si può dire che si abbia voce in capitolo. Fredric Jameson [1]. Di fronte ad un nuovo disastro ecologico troviamo sempre qualcuno pronto ad affermare che è colpa dei consumatori. Quando nel 1989 il supertank Exxon Valdes versò in mare 11 milioni di galloni di greggio [42.000 m³ ed inquinato ca 1.900 km di coste], Greepeace pubblicò un comunicato con una foto del capitano con questo titolo: “La fuoriuscita di petrolio in Alaska non è colpa del capitano, ma vostra”. Il testo così continuava: “È troppo facile addossare la responsabilità del disastro della Valdes a una sola persona. O ad una sola compagnia. Oppure a una sola industria. Veramente troppo facile. Perché la verità è che la catastrofe è stata causata da una nazione assetata di petrolio.” [2]. Nel commentare il disastro petrolifero di BP del 2010 nel Golfo del Messico, il quotidiano inglese The Guardian pubblicò un articolo intitolato: “Siamo noi i responsabili della fuoriuscita di petrolio”. E continuava: “In ultima analisi, e forse è l’aspetto più importante, non dobbiamo considerare solamente la responsabilità dei produttori di petrolio, ma anche quella dei consumatori. La finanza e le imprese non agiscono indipendentemente dalle nostre scelte. Le compagnie come BP non possono far altro che quel che fanno perché noi vogliamo quello che vendono. Non siamo forse contenti quando il petrolio è a buon mercato?[….] Noi consumatori continuiamo a dipendere in molti modi dal petrolio. Contribuiamo dunque a mantenere un sistema assetato di petrolio che viene prodotto da compagnie petrolifere che trivellano in acque profonde e che intraprendono altre attività rischiose.”[3] Potremmo citare altri numerosi esempi che sviluppano, tutti, questa lezione semplice: se solamente “noi” volessimo utilizzare meno petrolio, allora “loro” non andrebbero a trivellare in zone ambientali sensibili come il Golfo del Messico. Continua a leggere

Spettri situazionisti. L’acqua e il vento nel marketing del futuro

di Pasquale Stanziale

(Volentieri pubblichiamo la prima parte della pubblicazione di Pasquale Stanziale sul situazionismo, la seconda parte sarà pubblicata nel prossimo numero della rivista).

La Società dello spettacolo di G. Debord come narrazione attuale e inattuale

Materiali/percorsi dallo spettacolo integrato all’economia politica dell’Immaginario

 

Relazione

Istituto Studi Filosofici Napoli/ Fac. Lett. Filos Univ. Napoli “Federico II“

Convegno sul Situazionismo

Napoli 24.10.2008

 coke

1- Le avanguardie e il tempo

2- Per un deturnamento (in qualche modo) della Società dello spettacolo

3- Note per una estetica del disgusto

4- Le risposte invertite della storia

5- Firewall, ideologie e dissolvenze

6- Verso una economia politica dell’immaginario

 

     Eravamo venuti come l’acqua, siamo partiti come il vento.

  1. Debord (1998)

Bisogna dunque ammettere che non c’erano né successo né fallimento per Guy Debord e per le sue pretese smisurate. Per me non ci sarà né ritorno né riconciliazione. La saggezza non arriverà mai.

  1. Debord (1998)

Guy Debord è una macchina infernale, difficile da disinne­scare. Eppure ci si è provato, e ci si prova ancora. Si cerca di neutralizzarlo, di edulcorarlo, di estetizzarlo, di banalizzarlo. Niente da fare. La dinamite è sempre là, e rischia di esplodere tra le mani di chi la maneggia per renderla inoffensiva.

  1. Löwy (2001)

1- Le avanguardie e il tempo

1.1

L’uomo a una dimensione di H. Marcuse viene pubblicato nel 1964, intanto a Los Angeles è uscito nel 1949 Dialettica del’illuminismo di T. W. Adorno e M. Horkheimer, nel 1966 vengono pubblicati gli Scritti di J. Lacan, Le parole e le cose di M. Foucault è del 1966, Mytologies di R. Barthes vede la luce nel 1970, Critica della vita quotidiana di H. Lefebvre è del 1962, Logica del senso di G. Deleuze è pubblicato nel 1968, intanto in quegli anni è già in libreria il libro di G. Lukàcs sul giovane Marx e quindi nel 1960 Storia e coscienza di classe.

La società dello spettacolo di G. Debord e il Trattato di saper vivere ad uso delle giovani generazioni di R. Vaneigem vedono la luce nel 1967. Continua a leggere

140 caratteri e dintorni prima dei 140 caratteri e dintorni

 

“Nulla è più prezioso dell’indipendenza e della libertà…..”

Ho Chi Minh…2 Settembre 1969.

Ho Chi Minh

 

“Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sarà vano, ho la certezza che, per lo meno, ci sarà una lezione morale che castigherà la vigliaccheria, la codardia e il tradimento.”

Salvador Allende

 

“L’ arte di vincere la si impara nelle sconfitte.”

( S.Bolivar ).

 

 

“Non credo che siamo stretti parenti, ma se Lei è capace di tremare d’indignazione ogni qualvolta si commetta un’ingiustizia nel mondo, siamo compagni, il che è più importante.”

E. Che Guevara….

 

“Cambiare il mondo amico Sancho..non è follia e neanche utopia…ma solo giustizia……”

( M. De Cervantes ).

don chichotte

“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.”

(Antonio Gramsci, sul primo numero di L’Ordine Nuovo, primo maggio 1919)

Dati Eurostat sulla crescita

di Redazione

Sono usciti il 7/9/2017 i dati Eurostat sulla crescita. Sono tempi duri per gli ottimisti irrazionali e i narratori di favole sotto forma di tweet entusiasti e di media pieni di “la crisi alle spalle”. Con i dati ISTAT sul PIL e occupazione. Meglio affrontare la realtà per quello che è. La generale tendenza alla crescita in Europa e nel mondo, le condizioni favorevoli della BCE, non sembrano evidenziare per l’Italia cambiamenti strutturali. La tabella è impietosa: nel secondo trimestre 2017, il nostro modesto + 0.4 colloca l’Italia al quart’ultimo posto, precedendo solo Belgio, Portogallo, U.K.. Il tendenziale su anno, 1.5, è molto lontano dalla media del 2.4. Sarebbe il caso di preparare una Legge di Bilancio che si occupasse di misure di sostegno alla crescita, a partire da una forte ripartenza degli investimenti pubblici. Bonus e misure transitorie non possono essere presentate “as daddy long legs”.

grafico dati eustat

Antonio Gramsci entra nel vivo

Non c’è attività umana da cui si possa escludere ogni intervento intellettuale,

non si può separare l’homo faber dall’homo sapiens.

Antonio Gramsci

La frase di Gramsci disegna in modo perfetto l’attualità. Il suo pensiero lungo, regala riflessioni strutturate notevoli. Circondati da pensieri brevi, quando leggi Gramsci respiri aria nuova. Il tempo è passato le sue idee sono ancora vive. Entra nel vivo delle nostre vite Gramsci. La Camera dei deputati, fino al 7 giugno ha sottolineato questo pensiero lungo con i “Quaderni” e i libri del carcere di Antonio Gramsci. La mostra ha regalato la possibilità per la prima volta insieme di ammirare gli originali dei trentatré “Quaderni del carcere” e alcuni dei volumi – circa cento, tra libri e fascicoli di riviste – che Gramsci aveva con sé durante la detenzione.

“Non si può separare…..” Eppure vogliono, forse devono, nel loro pensiero breve separare. Invece la forza del pensiero lungo è qui, senza fronzoli: dopo ottant’anni dalla morte di Gramsci al centro è ancora il lavoro, le sue peculiarità, la sua organizzazione, la necessità di unire il faber con il sapiens, oppure speculazioni, violenza, guerra, disoccupazione, rifiuto delle regole. La legge sulla precarietà unificherà faber e sapiens? I Governi i loro Legislatori hanno questa capacità di pensiero lungo? Continua a leggere

Ripensare l’oppressione femminile

di Johanna Brenner e Maria Ramas

Nell’ultimo decennio si è assistito ad un’espansione straordinaria delle analisi e dei dibattiti marxisti-femministi. La recente opera di Michèle Barrett, Women’s Oppression Today, costituisce un tentativo ambizioso di presentare e sintetizzare queste ricerche. Attraverso un dialogo con le correnti più influenti del pensiero socialista-femminista, la Barrett cerca di elaborare, senza alcun riduzionismo o idealismo, un’analisi marxista del rapporto tra oppressione femminile e sfruttamento di classe in seno al capitalismo. In questo senso, il progetto della Barrett si integra non solo a quello del femminismo marxista, ma anche alle rivalutazioni contemporanee dell’insieme della teoria marxista, nelle quali hanno una rinnovata importanza l’ideologia, lo stato e la lotta di classe. Due interrogativi teorici, in particolare, si sono ritrovati al cuore dei dibattiti marxisti-femministi dell’ultimo decennio.

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La nostra posizione sulla crisi finanziaria

da Monthly Reviewhttp://mrzine.monthlyreview.org/mage061008.html

di John Mage

Domenica pomeriggio 5 ottobre 2008: un momento di culmine della crisi globale del credito, che chi abbia meno di ottant’anni non aveva ancora potuto vedere. Verrà il momento in cui tornerà la calma e noi al Monthly Review potremo dimostrare il miglior tentativo – in termini di precisione e credibilità rispetto a chiunque altro – di persuasione degli ultimi anni (di scarso successo) e di lungimiranza (di ben maggior successo). Ma in questo momento, stiamo ricevendo impetuose richieste da parte dei nostri amici e degli abbonati affinché affrontiamo la congiuntura attuale, la combinazione di circostanze passeggere e di eventi che hanno causato gli scossoni quotidiani dell’attuale crisi.

Anche a breve distanza, il quadro si delinea con chiarezza. Già possiamo dire che quasi nessuno crede più al trionfo finale del capitalismo liberale e alla “fine della storia”, o che i mercati finanziari possano auto-regolamentarsi, o che “[un] mercato finanziario aperto, competitivo e liberalizzato [possa] efficacemente allocare risorse scarse per promuovere stabilità e prosperità in modo di gran lunga superiore rispetto all’intervento governativo” (Henry Paulson, marzo 2007), o, più in generale, che il capitalismo dominato dalla finanzia possa offrire il miglior percorso di sviluppo globale e di prosperità. Continua a leggere

Gennaio 2018

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La Sinistra Rivista – Rivista Quadrimestrale - Autoriz. n. 23 depositata il 27.05.13 - ISSN 2282-3808 La Sinistra rivista - [Online]

Direttore responsabile: Alfonso Marino

Luogo di pubblicazione: Napoli/Italia - Editore e proprietà: Associazione Transeuropa Piazza Carolina 10, 80132 Napoli