Buon 2017!!!

[NdR]

Una cinquantina di lavoratori di Foodora, impresa attiva nel settore della consegna cibo tramite fattorini in bicicletta, sono scesi in piazza a Torino per protestare contro le condizioni di lavoro imposte dall’azienda. La vicenda ha avuto molto risalto mediatico e diversi quotidiani hanno parlato dell’azione dei lavoratori di Foodora come del primo sciopero in Italia della cosiddetta sharing economy, ma non sono mancati conflitti anche per Blablacar o Aibnb. Foodora o Deliveroo offrono un servizio di consegna cibo dai ristoranti agli utenti, utilizzando lavoratori che danno la propria disponibilità in precise fasce orarie tramite una applicazione per smartphone. L’unico elemento in comune tra i due tipi di attivitá é il fatto che basano le proprie operazioni su piattaforme digitali. Tensioni e conflitti presenti anche per i lavoratori di Uber, MechanicalTurk o Task Rabbit, che ben poco hanno a che fare con l’idea di ‘condivisione’. La protesta dei lavoratori di Foodora, inizialmente partita da un contenzioso sulle biciclette (i mezzi così come la manutenzione sono a carico dei lavoratori), si è poi allargata su tre fronti. In primis i lavoratori contestano il passaggio da una retribuzione oraria di 5,40 euro ad una retribuzione a cottimo (2,70 euro per consegna), che l’azienda ha implementato per tutti i neo assunti e che avrebbe progressivamente coperto l’intera forza lavoro. Continua a leggere

Per un pugno di euro: ehi biondo!!

di Alfonso Marino

Nei decenni culminanti della modernità, fine anni ’70, quelli del Prodotto Interno Lordo (PIL) come elemento unico per misurare la Ricchezza delle Nazioni, categoria di pensiero consolidata nel 1776 da Adam Smith, con il paradigma della crescita infinita data dalle risorse infinite, considerammo Ricchezza e Democrazia, elementi e fenomeni presenti, mai estinti, il nostro presente, il nostro e l’altrui futuro, le crisi economiche erano il passato, un passato eliminato e da eliminare dalla nostra storia. Non parliamone più, al massimo celebriamolo quel passato, pronunciamole quelle parole che coincidono con l’assenza della democrazia e la ricchezza, ma solo per alcuni giorni, al massimo settimane e prepariamole con cura quelle giornate, possiamo viverle come un gentile e dolce ricordo ma nulla più: un prodotto da offrire. Continua a leggere

Zibaldone

zibaldone

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 Le amministrative a Roma

 (Daniele Preziosi, il manifesto) Walter Tocci, citatissimo senatore Pd, dissenziente ed ex assessore a Roma, da tempo candidato del cuore della sinistra capitolina, sul suo blog ha rilanciato la proposta di <una lista civica di centrosinistra mettendo da parte il simbolo di partito; non una rinuncia, ma un investimento per la riscossa>. Per Tocci in questi giorni si ripete il vecchio copione. Il Pd romano si ripresenta alle elezioni senza un programma credibile. Affida alle primarie il compito improprio di sciogliere i nodi politici. <Seleziona i candidati nel recinto del partito, sempre più angusto. Sono gli stessi errori del 2013. È sconcertante ripeterli oggi>. Tocci chiede un congresso prima del voto e giudica esaurita la funzione del commissario del Pd romano Matteo Orfini. <Sarebbe il momento di tentare soluzioni nuove, di immaginare scenari inediti, di alzare lo sguardo intorno a noi. Ci vorrebbero umiltà e coraggio>. Ma il senatore chiarisce una volta per tutte che non si candiderà: <La mia candidatura non è mai esistita, è un’invenzione del chiacchiericcio politico-giornalistico>. Continua a leggere

James Hansen e il cambiamento climatico. Strategia d’uscita

da Monthly Review Volume 64, Issue 09 (February)

di John Bellamy Foster

http://monthlyreview.org/2013/02/01/james-hansen-and-the-climate-change-exit-strategy/

 

“L’umanità non è un branco di lemmings in marcia inarrestabile verso un dirupo. Esiste qualcosa come il libero arbitrio…. Gente, per favore svegliatevi! Per il bene dei giovani, delle future generazioni e delle altre forme di vita sul nostro pianeta, non accontentiamoci di ciò che alcuni esperti ci dicono che è la cosa migliore che possiamo fare” (1).

Il declino climatico

Il mondo attuale si sta avvicinando velocemente a un dirupo climatico. La scienza ci dice che un aumento di due gradi centigradi della temperatura media globale costituisce il punto di svolta planetario rispetto al mutamento climatico, che porta a cambiamenti irreversibili al di fuori del controllo umano. Un aumento di due gradi è sufficiente per fondere una parte significativa dei ghiacci del mondo a causa di un effetto di retroazione che ne accelererà lo scioglimento. Verrà così tracciato un percorso verso un mondo senza ghiacci, il livello del mare salirà, numerose isole saranno minacciate assieme alle regioni costiere di tutto il mondo. Continua a leggere

La Sinistra Rivista, una rivista on-line: le psicotecnologie del sito web

di Francesco Iasiello

Il confronto tra i modelli editoriali on-line di tipo commerciale ed i nuovi modelli di riviste on-line gratuite, candidate a svolgere analisi e proposte indipendenti, rappresenta il nostro terreno di analisi.

Gli editori on-line, orientati nel mettere a reddito i loro siti web, si trovano affrontare il problema della raccolta della pubblicità, loro principale fonte di ricavo. Ma la pubblicità sul web rende di meno della carta stampata, per cui, secondo l’editore Malik, “è tempo che gli editori guardino ai loro affari e pensino a diventare digital-first e paper-second”. Così la rincorsa delle aziende mediatiche verso nuovi modelli editoriali, capaci di reggere l’urto della produzione e diffusione della conoscenza in rete, passa per la capacità di spesa per il digitale, perché consente la più ampia possibile condivisione della conoscenza che è alla base della produzione culturale. In questo scenario è centrale il ruolo del lettore, che partecipa in modo interattivo alla formazione dei contenuti. Così ogni rivista o giornale in rete è focalizzata sull’esperienza del lettore, a cui da voce attraverso le newsroom. Per questo cambiano le organizzazione delle redazioni delle riviste, dove hanno fatto la loro comparsa team specializzati del Web, e nel seguire le strategie della concorrenza, l’evoluzione della tecnologia ed il comportamento dei lettori.

Per portare avanti la tesi sul ruolo delle riviste on-line sono partito dalle considerazioni degli studiosi della materia: Innis, McLuhan, de Kerckhove, per citare qualche nome. Continua a leggere

Terremoto

di Terry Di Vetta ( http://www.frasiaforismi.com/poesie/terremoto/)

Sgomento paura…
la forza della natura.
Un solo minuto,
un tempo infinito.
La nostra vita,
un granello tra le dita.
I soldi, il potere,
tutto è tacere,
tra tante macerie.
Si corre, ci si affanna,
poi in un minuto tutto crolla.
ma non è finita,
un altro pericolo minaccia la vita,
centrali ad alto rischio:
con il solito imprevisto”.
Una riflessione è d’obbligo,
spettabile pubblico,
pensarci bene per non pentirsi dopo,
meglio non alimentarlo questo fuoco.
A noi la scelta, a noi la decisione,
di evitare a questo mondo una seria collisione!

————————————————————————–

Per chi volesse approfondire, tra i tanti studi interessanti consigliamo quello che segue [PDF]Terremoto: “evento naturale” ed “evento sociale” (1)

www.iav.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/…/P/…/E/pdf

Cinema, Cinema, Cinema, I Giovani Autori Italiani alla 73esima

di Daniele Barbato

Una sezione dedicata al Cinema, una sezione dedicata alla miriade di Giovani Autori Italiani che con passione, dedizione e volontà si dedicano al cinema, al corto d’autore con un sogno nel cassetto, anzi in quella che si chiamava macchina da presa!!!

Una ventata di aria fresca al festival di Venezia: I Love GAI, concorso dei Giovani Autori Italiani. Se qualcuno ha assistito alle proiezioni di questa sezione avrà fatto bene a segnarsi uno di questi nomi: Giovanni Aloi, Valerio Attanasio, Angelo Cretella, Leopoldo Caggiano, Brando De Sica, Davide Gentile, Adriano Giotti, Daniele Greco, Eva Jospin, Dario Samuele Leone, Mauro Maugeri, Davide Minnella, Virginia Mori, Emanuele Palamara, Vito Palmieri, Luigi Pane, Luca Maria Piccolo, Naike Anna Silipo, Adriano Valerio. Continua a leggere

Il ritorno del fascismo nel capitalismo contemporaneo

di Samir Amin

da Monthly Review 2014 – 09 – 01

Non è per caso che il titolo stesso di questo contributo collega il ritorno del fascismo sulla scena politica con la crisi del capitalismo contemporaneo. Il fascismo non è sinonimo di un regime di polizia autoritario che rifiuta le incertezze della democrazia parlamentare elettorale. Il fascismo è una particolare risposta politica alle sfide che la gestione della società capitalistica può trovarsi di fronte in circostanze specifiche.

Unità e diversità del fascismo

Movimenti politici che si possono giustamente chiamare fascisti erano in prima linea e hanno esercitato il potere in un certo numero di paesi europei, in particolare durante gli anni ’30 fino al 1945. Questi includevano l’Italia di Benito Mussolini, la Germania di Adolf Hitler, la Spagna di Francisco Franco, il Portogallo di António de Oliveira Salazar, la Francia di Philippe Pétain, l’Ungheria di Miklós Horthy, la Romania di Ion Antonescu, e la Croazia di Ante Pavelic. La diversità delle società che sono state vittime del fascismo – sia le maggiori società capitaliste sviluppate sia le minori società capitaliste dominate, alcune annesse con una guerra vittoriosa, altre trasformatesi in tali come prodotto di una sconfitta- dovrebbe impedirci di considerarle alla stessa stregua tutte insieme. Io quindi specificherò i diversi effetti che questa diversità di strutture e congiunture produsse in queste società. Continua a leggere

Enzo Bianchi, il priore di Bose si racconta: “Tutti i governi sono inginocchiati al mercato”

Sembrano parole profetiche, ma sono parole e moniti di scottante attualità: l’intervista di Silvia Truzzi a Enzo Bianchi è da conservare e rileggere.

“L’atteggiamento oscillante della politica italiana è una manifestazione di incapacità, serve un azione condivisa”. Nominato come esperto da Benedetto XVI dal Sinodo dei vescovi e da Francesco consultore del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani, nel 1965 ha fondato la comunità in provincia di Magnano di Biella. “Bisogna rifondare la grammatica umana” .

La strada sembra fatta apposta per prepararti a Bose. Dal casello si attraversano solo campi, boschi umidi di nebbia e paesi deserti di tapparelle abbassate. Negozi con insegne scolorite chiusi chissà da quanto, strade strette che passano sotto ponti di pietra. A parte un trattore, non incroci nessuno, né a piedi né in auto. L’autoradio l’hai spenta quasi subito dopo l’autostrada. Poi l’hai riaccesa e di nuovo spenta: alla pace ci si abitua con difficoltà, ma a un certo punto bisogna arrendersi. Dunque è soprattutto silenzio, fino alla radura che ospita il monastero che ospita tutti: pellegrini, migranti, fedeli e infedeli, affamati, amici e persone smarrite. Continua a leggere

L’attualità della riflessione del giovane Marx

di Renato Caputo

L’opera di Karl Marx (1818-1873) ha avuto un’eccezionale influenza sulla formazione del mondo contemporaneo, tanto che durante il secolo breve l’accettazione o meno delle sue teorie ha costituito un vero e proprio discrimine in ambito non solo politico, ma più in generale culturale. È stato certamente fra i pensatori più influenti della storia della filosofia, dell’economia, della sociologia, della storiografia e delle scienze politiche. In alcuni Paesi le sue opere sono state pubblicamente bruciate e sono tutt’ora vietate, in altri sono divenute un’ideologia di Stato, al punto d’assurgere al ruolo svolto precedentemente dalla religione.

Il successo dell’opera marxiana è indissolubilmente legato ai rapporti di forza fra le classi sociali, a dimostrazione di una tesi fondamentali della sua Weltanschauung in cui la teoria è indissolubilmente legata alla prassi: i prodotti del pensiero non possono essere considerati come se fossero a sé stanti, dotati di una storia autonoma, ma sono parte integrante dei rapporti sociali che si sono stabiliti nel corso storico fra gli uomini, profondamente condizionati dagli interessi materiali ed economici. Il sorgere e la fortuna del pensiero di Marx sono legati, dunque, indissolubilmente all’emergere e all’acquisire coscienza di sé come classe del proletariato moderno, ovvero dei lavoratori salariati che per riprodursi sono costretti a vendere come merce la propria capacità di lavoro. Continua a leggere

The Critical State of the Union

di Michel Feher

For anyone who still had faith in the European Union as a partnership for peace, an experiment in post-national democracy and an abode of human rights, 2015 was a sobering year. The reckoning started in January, once Alexis Tsipras and his left-wing Syriza party won the general elections in Greece: the mandate they received from voters involved challenging the austerity programs that European institutions had hitherto imposed on Greece and, by that token, questioning the notion that a democratically elected government was required to subordinate the needs of its constituents to the claims of its creditors. After a six-month long standoff, however, and in spite of a referendum confirming the mindset of the Greek population, authorities in Athens were blackmailed into subservience. As the German Finance Minister had warned his Greek colleague at the onset of the negotiations, in today’s Europe, elections, regardless of the message they send, do not have the power to alter previously established rules. Continua a leggere

15 dicembre 1930 – Lettera di Antonio Gramsci

15 dicembre 1930

Carissima mamma, ecco il quinto natale che passo in privazione di libertà e il quarto che passo in carcere. Veramente la condizione di coatto in cui passai il natale del 26 ad Ustica era ancora una specie di paradiso della libertà personale in confronto alla condizione di carcerato. Ma non credere che la mia serenità sia venuta meno. Sono invecchiato di quattro anni, ho molti capelli bianchi, ho perduto i denti, non rido più di gusto come una volta, ma credo di essere diventato più saggio e di avere arricchito la mia esperienza degli uomini e delle cose. Del resto non ho perduto il gusto della vita; dunque non sono diventato vecchio, ti pare? Si diventa vecchi quando si incomincia a temere la morte e quando si prova dispiacere a vedere gli altri fare ciò che noi non possiamo più fare. In questo senso sono sicuro che neanche tu sei diventata vecchia nonostante la tua età. Sono sicuro che sei decisa a vivere a lungo, per poterci rivedere tutti insieme e per poter conoscere tutti i tuoi nipotini: finché si vuol vivere, finché si sente il gusto della vita e si vuole raggiungere ancora qualche scopo, si resiste a tutti gli acciacchi e a tutte le malattie.

Antonio Gramsci

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