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Libri consigliati

Don Andrea Gallo
Le preghiere di un utopista
Prefazione di Loris Mazzetti
Aliberti editore

globalizzazione e i suoi oppositori

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J. E. Stiglitz
La globalizzazione e i suoi oppositori

globalizzazione e i suoi oppositori

Einaudi 2002
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S. Žižek, In difesa della cause perse. Materiali per la rivoluzione globale.

globalizzazione e i suoi oppositori

Ponte alle Grazie, Milano 2009.

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Elsa Morante
La storia, Einaudi Cartaceo - eBook

globalizzazione e i suoi oppositori

Lo avevano detto

B. Trentin - Lavoro e libertà - Donzelli Editore 1994

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Tolstoj

“Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo.”
LEV TOLSTOJ

N. 10 Maggio 2016

Se Gradite……

A gennaio 2016, primo mese di sgravi ridotti per le imprese che assumono, l’Inps rileva una brusca frenata delle nuove attivazioni di contratti stabili (-39%). Continua invece la corsa dei voucher, che aumentano del 36,4.

di Fabrizio Ricci

http://www.rassegna.it/articoli/crollano-i-contratti-a-tempo-indeterminato

Sul confine del salario. Il movimento reale e il dilemma democratico…..

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Ben più che l’orrore della battaglia di Aleppo, alla fine è stata la pressione di migliaia di migranti a imporre un fragile accordo sulla guerra siriana.

http://www.connessioniprecarie.org/2016/02/12/sul-confine-del-salario-il-movimento-reale-e-il-dilemma-democratico/

I giovani italiani fanno una startup al giorno. Altro che bamboccioni. Il rapporto 2015 del Censis.

di Chiara Baldi

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http://blog.startupitalia.eu/78774-20151010-startup-giovani-lavoro-censis

Harbinger of the End of Fossil Fuel Era’? US Coal Giant May File Bankruptcy. Peabody Energy made announcement in regulatory filing Wednesday

by Andrea Germanos

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http://www.commondreams.org/news/2016/03/16/harbinger-end-fossil-fuel-era-us-coal-giant-may-file-bankruptcy

Turni di 12 ore e dormitori, l’Europa di Foxconn sembra la Cina. Devi Sacchetto ha condotto (assieme a Rutvica Andrijasevic)

di Michelangelo Cocco

http://www.cinaforum.net/foxconn-europa-cina-395-intervista-professor-sacchetto/

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Berta Caceres

Berta Caceres

L’ecologista Berta Caceres assassinata nel sonno in Honduras lottava per l’ambiente e gli indigeni

cacerers

 

Tegucigalpa, 3 marzo 2016 – Militante ecologista indigena honduregna, Berta Caceres, è stata assassinata da sconosciuti che hanno sparato addosso al suo corpo mentre dormiva in casa, a La Esperanza, circa 200 chilometri a Nord-Ovest di Tegucigalpa. La polizia afferma che la coordinatrice del Consiglio cittadino delle Organizzazioni dei popoli amerindi dell’Honduras (Copinh) è stata uccisa da ladri, mentre rientrava a casa. La madre al contrario, intervistata dalla rete televisiva TV Globo, ha denunciato che sua figlia “come tutti sappiamo, è stata uccisa a causa della sua lotta” ecologista. La Caceres, lascia quattro figli, aveva ricevuto l’anno scorso il Premio Goldman per la sua opera in difesa dell’ambiente, il premio è uno dei massimi riconoscimenti a livello mondiale. Continua a leggere

La realtà e la memoria per il futuro

di Paolo Franco

 

Non è certo facile il confronto tra due periodi ormai tanto lontani. Ormai sono quasi 50 anni. Quasi una vita. Per certi aspetti anche di più.

Nel ’69 ero a Torino, in segreteria della Fiom, e precisamente alla 5^ Lega della Mirafiori. E a Mirafiori c’ero da poco più di un anno. Ci sono rimasto fino al ’75 quando sono diventato segretario della Fiom di Torino. Ho vissuto dunque quegli anni in presa diretta.

Il contesto

Si affollano tantissimi ricordi e devo cercare una sintesi per raccontare quel clima e quella storia. Intanto va detto che il contesto era particolare, sicuramente diverso da oggi. Le prospettive di sviluppo sembravano inesauribili nel tempo. Tutto il mondo era percorso da fermenti di ribellione e da movimenti che stimolavano i cervelli e suscitavano grandi emozioni: gli studenti di Berkeley e il maggio francese, il movimento italiano nelle università, l’onda lunga delle lotte per l’indipendenza in Africa e in Asia, Cuba, ma soprattutto il Vietnam, per noi simbolo della possibilità che l’intelligenza e la tenacia dei poveri possa tenere in scacco e poi sconfiggere i ricchi ed i potenti. Continua a leggere

Monthly Review march 2016 – OPT Out! The revolt against standardized testing.

Test e studi sociali nella scuola capitalistica

di Donna – Marie Cole – Malott and Curry Malott

In un editoriale del New York Times il 15 agosto 2015, gli autori denunciavano che il movimento degli studenti contrastava i test per gli esami delle classi superiori, perché propongono valutazioni standardizzate. Questo tipo di valutazione è dannosa per gli studenti e la loro comunità1. I rigorosi indicatori adottati sono stati presentati come misure di elevata responsabilità e impegno, è stato affermato, per migliore il livello di formazione degli studenti e diminuire il tradizionale senso di oppressione che li pervade. Tali opinioni ignorano la storia dei test, che sono serviti per perpetuare la disuguaglianza di classe e far avanzare la supremazia di alcune classi sociali, dimenticando che il test di intelligenza è stato sviluppato durante la prima guerra mondiale. Più di ogni altra cosa, i test standardizzati misurano l’accesso degli studenti alle risorse e la vicinanza alle culture dominanti, piuttosto che la capacità o qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. I responsabili dei test, utilizzando il principio di responsabilità hanno sfruttato con successo le disuguaglianze esistenti nella società capitalista di cui la scuola è una parte, sostenendo che i test sono uno dei principali strumenti per aiutare a superare quelle stesse disuguaglianze. Continua a leggere

Per una scienza da rifondare: formazione, pratica sociale e impegno politico come eredità storiche di un movimento di lotta per la salute.

di Riccardo Ierna

                                                                                                                                                                              

«…la lotta per la salute è in definitiva una lotta per la     

diminuzione dei ritmi, per la diminuzione della produttività e,    

quindi, contro lo sfruttamento…»

                                                                                            

                                                                                                                     Giulio Alfredo Maccacaro    

 

(Intervento del Centro Studi “Carla Grazioli” all’VIII Congresso Nazionale di Medicina Democratica, Firenze, 19-21 Novembre 2015.)

Uno dei numerosi problemi che affliggono le scienze umane e sociali riguarda l’uso che ne viene fatto nelle prassi e il livello di trasmissione del sapere nell’ambito della formazione accademica e specialistica. In questo senso, come tecnici, ci pare opportuno portare alcune considerazioni di ordine generale su questi problemi, perché sentiamo l’urgenza di reinterrogarci e di reinterrogare Medicina Democratica su questioni che furono centrali nel lavoro e nella lotta di questo movimento all’indomani della sua fondazione e del suo impegno militante per la salute. Partendo da un celebre scritto di Maccacaro “Una facoltà di medicina capovolta”[1] ci chiediamo cosa sia diventato l’insegnamento della Medicina nelle Facoltà universitarie, e che cosa, più in generale, siano diventati l’istruzione e l’apprendimento delle scienze umane e sociali negli atenei e nei dipartimenti universitari di questo paese. Continua a leggere

Ma cos’è questa crisi. L’Italia, l’Europa e la seconda globalizzazione

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Marcello De Cecco (2007-2013) (Donzelli, 2013 pp. XVI-288, 18,50 euro)

Vogliamo ricordarlo cosi, Marcello De Cecco, morto nella notte del 3 marzo a Roma.

Economista italiano nato a Lanciano nel 1939: editorialista di Repubblica e Affari&Finanza. Lauree in giurisprudenza all’università di Parma e in economia a Cambridge ha proseguito gli studi tra l’Italia e gli Stati Uniti insegnando in numerosi atenei. Numerose collaborazioni con importanti istituzioni finanziarie e di ricerca: Banca d’Italia, Fondo Monetario Internazionale, Banca Nazionale del Lavoro. Le sue ricerche riguardano problemi di teoria, politica e storia monetaria e finanziaria, problemi teorici e storici inerenti il funzionamento dei mercati. Economista fuori dagli schemi: uomo di azione e pensiero, lucido osservatore della realtà, libero e autonomo per rispondere alla domanda per lui fondamentale: come cambia il mondo che ci circonda? Società e l’economia sono i temi fondamentali del suo pensiero e noi di La Sinistra Rivista with Monthly Review vogliamo ricordarlo con il volume “Ma cos’è questa crisi. L’Italia, l’Europa e la seconda globalizzazione (2007-2013) (2013)” Donzelli Editore. Continua a leggere

Globalizzazione e decadenza industriale: un saggio di Domenico Moro

di Alex Marsaglia[1]

 

Se si cerca una lettura per sfrondare tutta la retorica accumulata negli scorsi anni anche a sinistra attorno a concetti importanti ma fumosi e ancora poco chiari quali “globalizzazione”, “finanziarizzazione” e “deindustrializzazione” il saggio di Domenico Moro “Globalizzazione e decadenza industriale. L’Italia tra delocalizzazioni, crisi secolare ed euro”. Imprimatur 2015, euro 16,00.

 

L’inquadramento della situazione economica globale alle porte dell’ormai ottavo anno di crisi è in esame secondo i più rigorosi canoni marxiani che inquadrano la globalizzazione dei mercati all’interno delle necessità di accumulazione del capitale, il quale ridisegna tramite le delocalizzazioni una nuova divisione internazionale del lavoro. In questa riorganizzazione del modo di produzione capitalistico, iniziata a metà degli anni ’70 sostanzialmente al fine di frenare la caduta tendenziale del saggio di profitto attraverso una serie di manovre che iniziano ormai a mostrare la corda, viene analizzata una pluralità impressionante di fenomeni complessi e dirompenti come l’esportazione di capitali, la Continua a leggere

Population: the Elephant in the Room

Introduction

At the root of all the converging crises in today’s world is the issue of human overpopulation. Each of the global problems we face today is the result of too many people using too much of our planet’s finite, non-renewable resources and filling its waste repositories of land, water and air to overflowing. The true danger posed by our exploding population is not our absolute numbers but the inability of our environment to cope with so many of us doing what we do.

It is becoming clearer every day, as crises like global warming, water, soil and food depletion, biodiversity loss and the degradation of our oceans constantly worsen, that the human situation is not sustainable. Bringing about a sustainable balance between ourselves and the planet we depend on will require us, in very short order, to reduce our population, our level of activity, or both. One of the questions that comes up repeatedly in discussions of population is, “What level of human population is sustainable?” In this article I will give my analysis of that question, and offer a look at the human road map from our current situation to that level. Continua a leggere

Settembre 2017
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La Sinistra Rivista – Rivista Quadrimestrale - Autoriz. n. 23 depositata il 27.05.13 - ISSN 2282-3808 La Sinistra rivista - [Online]

Direttore responsabile: Alfonso Marino

Luogo di pubblicazione: Napoli/Italia - Editore e proprietà: Associazione Transeuropa Piazza Carolina 10, 80132 Napoli