N. 1 Maggio 2013

Anno 1 – n. 1 Maggio 2013

“Growth below zero”: in memory of Sicco Mansholt

Joan Martinez-Alier, RESPONDER conference, 21 March 2014

Istituto di scienza e tecnologia ambientale, Università Autonoma di Barcellona

 

In 1971 Sicco Mansholt, a Dutch agrarian unionist and social-democratic politician, who had promoted an expansionist agricultural policy in Europe as commissioner for agriculture pushing for consolidation of farms and increasing subsidies so much that mountains of surplus butter were produced, suffered a radical change of outlook after he read an advance copy of the Meadows report. In his speeches and writings at the time he did not refer to the “Report to the Club of Rome” but to the “MIT report” because he read it before it was published by the Club of Rome. This report propelled the Meadows to well-deserved fame, and made the Club of Rome also famous although we know that the men behind the Club of Rome, such as Alexander King, disapproved of the anti-economic growth conclusions of the Meadows report. The Club of Rome’s representatives also disapproved of Sicco Mansholt conversion to a doctrine of non-growth, or even of “growth below zero”, that is, degrowth. Continua a leggere

Punti, appunti, interrogativi: Europa, unione, frammentazione.

di Alfonso Marino

Ecco il primo numero di La sinistra rivista quadrimestrale in collaborazione con MonthlyReview.

La sinistra rivista per affermare la necessità di un luogo di riflessione, riteniamo utile, necessario perripensare, rivedere la sinistra. L’idea è ambiziosa e di non facile sostenibilità, noi vogliamo provarci, con un contributo valido, giudicate voi, sapendo di non avere esclusive, di non essere i primi ma nemmeno gli ultimi.

IASLa sinistra rivista guarda all’Europa e oltre, e dentro questo sguardo c’è come giusto che sia l’Italia. Guardiamo oltre l’Europa, anzi siamo nati cercando la collaborazione con MonthlyReview, rivista che dal 1949 è negli USA, rivista socialista indipendente che ci concede di uscire online, utilizzando il loro marchio e i loro scritti con un contratto. Quest’idea è dentro una memoria, quella che data 1967 -1987, gli anni nei quali veniva stampata una edizione italiana di MonthlyReview.

In questo primo numero oltre all’editoriale del direttore, trovate il contributo postumo di Hobsbawm, tratto dal numero di dicembre di MonthlyReview, c’è l’intervista di Paul Sweeney, responsabile economico Continua a leggere

Lenin e la questione dell’aristocrazia operaia.

di Eric Hobsbawm

Il breve saggio che segue vuol essere un contributo alla discussione sul pensiero di Lenin, in occasione del centesimo anniversario della sua nascita. L’argomento si presta in modo particolare ad essere trattato da un marxista inglese, poiché il concetto di aristocrazia operaia Lenin lo ha chiaramente derivato dalla storia dello sviluppo del capitalismo inglese nel XIX secolo. I suoi concreti riferimenti all’aristocrazia operaia come ad uno strato della classe operaia sembrano riferiti alla sola Gran Bretagna (anche se nei suoi studi sull’imperialismo egli noti la presenza di fenomeni analoghi anche nelle parti “bianche” dell’Impero britannico). Continua a leggere

Intervista a Paul Sweeney

Ringraziamo Paul Sweeney, responsabile economico del Congresso dei Sindacati irlandese, www.ictu.ie per l’intervista che ci aiuta a comprendere la crisi economica europea a partire dall’ Irlanda.

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Caro Paul, penso sia utile spiegare le principali dimensioni dell’Irlanda economico – produttiva e la gestione della crisi economica.

L’Irlanda ha avuto una crescita veloce che determina il passaggio da uno degli Stati più poveri in Europa ad uno dei più ricchi. Questo determina la tigre celtica, ovvero la crescita di posti di lavoro di massa, l’aumento dei livelli di vita per tutti e un raddoppio dei redditi reali dei lavoratori medi in 20 anni, dopo il decollo, che ha avuto inizio nel 1987.

C’è stata una performance molto scarsa dell’economia irlandese per due secoli e questo è illustrato dal livello estremamente elevato di emigrazione, prolungato nel tempo. Per coloro che sono rimasti, c’era un certo livello di possibilità se si adattavano ai livelli più bassi e  meno qualificati di occupazione.

L’indipendenza non ha dato l’auspicata spinta all’Irlanda. Il paese è rimasto legato alla Gran Bretagna, che doveva subire un declino economico (da primo posto) rispetto a molti altri Paesi europei.

La fase di crescita – la tigre Celtica – è stata sempre temporanea, questa è la sua caratteristica. E’ stata rapida, predatoria, c’è stato un boom vero e proprio, materiale e di progresso sostenuto e generalizzato per 15 anni fino al 2001.

La forte crescita economica ha sollevato l’Irlanda posizionandola su un piano moderno. Essa si basa sulla crescita della produttività nella maggior parte dei settori e della crescita di altri fattori economici reali. Continua a leggere

La più grande Arma di Distruzione di Massa

Marc Flandreau

Durante uno storico discorso del Novembre 2002 davanti al Consiglio per le Relazioni Internazionali a Washington, D.C., l’allora Presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan, osservava a proposito del sistema finanziario: “Si sono sviluppati strumenti che sono sempre più complessi e meno trasparenti – come i credit default swaps, le collateralized debt obbligations, e le credit linked notes – e il loro uso é cresciuto molto rapidamente negli ultimi anni”. Egli seguitava poi sostenendo che come risultato: “La migliorata gestione del rischio dei crediti insieme a molteplici e migliori strumenti per la gestione stessa, sembrano aver ridotto notevolmente la concentrazione di prestiti nelle telecomunicazioni e in altri settori, come pure  lo stress associato su banche ed altre istituzioni finanziarie (1). Come ampiamente oggi viene riconosciuto (pure dallo stesso  Greenspan!) la creazione della crisi dei subprime si appoggiava su un mal-concepito uso di questa formula. Con l’aiuto delle agenzie diratingche assistevano il  processo valutando il rischio di default dei mutui, le banche di investimento spesero i primi anni del 2000 strutturando freneticamente nuove securities. Continua a leggere

Laclau & Mouffe: egemonie, socialismo, populismo

Note di filosofia politica di Pasquale Stanziale

 Docente universitario, collabora con Università ed Agenzie di Formazione. Ha al suo attivo un’ampia pubblicistica nel campo delle Scienze Umane.

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Ernesto Laclau è Professor of Government presso l’università di Essex in Inghilterra. Nel 1966 ha ottenuto l’abilitazione all’insegnamento nel suo paese, l’Argentina e, quando un golpe porta al potere il generale Juan Carlos Onganía,  è costretto a rinunciare all’insegnamento universitario e inizia  a lavorare in un istituto di ricerca a Buenos Aires. Lavora per alcuni anni con lo storico Eric Hobsbawm che lo aiuta a svolgere un dottorato presso un’università britannica, al termine del quale si  trasferisce definitivamente in Inghilterra . Continua a leggere

Politiche (neoliberali) sul lavoro al tempo della crisi e alternative possibili

di Francesco Sinopoli – segretario nazionale Flc-Cgil

1. Il fallimento delle politiche neoliberali ieri come oggi

 

Nel luglio 2011 abbiamo assistito nell’Europa mediterranea a una vera e propria mutazione /accelerazione della crisi economica che attanaglia una parte consistente del mondo occidentale da almeno 5 anni. Lo spread tra Btp a dieci anni e i Bund tedeschi da 183 punti base, in poche ore, ha toccato quota 330. In quei giorni molti osservatori evidenziavano come il nostro paese fosse solido sotto il profilo dei cosiddetti «fondamentali» mentre le condizioni di bassa crescita e debito elevato caratterizzassero il nostro quadro economico da anni, affermando quindi che non fossero giustificate le preoccupazioni per la nostra «solvibilità». Comunque sia, le scelte di alcuni grandi investitori istituzionali hanno condizionato oltremodo il comportamento dei mercati, innescando massicce vendite dei nostri titoli di Stato.  Continua a leggere

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La Sinistra Rivista – Rivista Quadrimestrale - Autoriz. n. 23 depositata il 27.05.13 - ISSN 2282-3808 La Sinistra rivista - [Online]

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