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Libri consigliati

Don Andrea Gallo
Le preghiere di un utopista
Prefazione di Loris Mazzetti
Aliberti editore

globalizzazione e i suoi oppositori

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J. E. Stiglitz
La globalizzazione e i suoi oppositori

globalizzazione e i suoi oppositori

Einaudi 2002
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S. Žižek, In difesa della cause perse. Materiali per la rivoluzione globale.

globalizzazione e i suoi oppositori

Ponte alle Grazie, Milano 2009.

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Elsa Morante
La storia, Einaudi Cartaceo - eBook

globalizzazione e i suoi oppositori

Lo avevano detto

B. Trentin - Lavoro e libertà - Donzelli Editore 1994

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Tolstoj

“Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo.”
LEV TOLSTOJ

N. 13 Maggio 2017

Globalizzazione e internazionalismo. Quanto è attuale il Manifesto comunista?

http://monthlyreview.org/1998/11/01/globalization-and-internationalism/

di Michael Löwy

Michael Löwy è direttore di ricerca in sociologia al Centro nazionale di ricerca scientifica di Parigi. È autore di ‘Il marxismo di Che Guevara’ (Monthly Review, 1972) e di ‘On changing the world’ (Humanities Press. 1992). Una versione abbreviata di questo articolo è stata pubblicata originariamente in New Politics (Winter, 1998).

Il Manifesto comunista è lo scritto più conosciuto di Marx ed Engels. Con la sola eccezione della Bibbia, nessun altro libro è stato tradotto così spesso o ripubblicato così tante volte. Ma cos’ha in comune con la Bibbia? Non molto, a parte la denuncia dell’ingiustizia sociale in alcuni libri profetici. Come Amos o Isaia, Marx ed Engels si sono pronunciati contro la nefandezza dei ricchi e dei potenti e hanno alzato la voce in solidarietà con i poveri e gli umili. Come Daniele, leggono la scrittura sulle pareti della Nuova Babilonia: «Mene, Mene, Tekel Upharsin»: «I tuoi giorni sono contati». A differenza dei profeti della Bibbia ebraica, però, non ripongono nessuna delle loro speranze su un dio, su un messia, su un supremo salvatore: la liberazione degli oppressi deve essere opera degli oppressi stessi.

Un secolo e mezzo dopo cosa resta del Manifesto comunista? Durante la vita dei suoi autori, come riconobbero essi stessi nelle loro numerose prefazioni per le sue varie edizioni, certe sue sezioni e certi suoi argomenti erano già diventati obsoleti. Anche altri sono divenuti così datati durante il secolo presente da richiedere un riesame critico. Ma il senso generale del documento, il suo nucleo, il suo spirito – esiste certamente qualcosa come lo ‘spirito’ di un testo– non hanno perso la loro forza e vitalità originarie. Continua a leggere

Nuovo ordine energetico mondiale – L’asse internazionale dell’energia

di W. Joseph Stroupe

La Russia rappresenta il 25% delle riserve mondiali di gas, presto raggiungerà il 35%, mentre l’Iran possiede più del 51% delle riserve di gas. Se vi aggiungiamo anche l’Algeria, l’Indonesia, il Qatar e gli altri 16 membri che fanno parte del GECF (Gas Exporting Countries Forum), si raggiungono i ¾ delle riserve mondiali e il 60% della produzione mondiale. Ciò che disturba maggiormente l’Occidente è che queste potenze condividono molti caratteri, ma soprattutto hanno una posizione geopolitica molto simile. Sono inoltre molto insofferenti alle iniziative unilaterali di Washington e segretamente spingono verso una gestione “unificata” di queste risorse. Il gas è vitale soprattutto per quanto riguarda le questioni ambientali. L’Europa è già largamente dipendente da questa risorsa, mentre le economie asiatiche lo diventeranno. Gli USA, attualmente producono più gas di quanto ne consumino, con il contributo di Canada, Qatar e Trinidad e Tobago.

Gli USA sempre di più dovranno fare affidamento alle importazioni di questa risorsa a causa dell’aumento delle richieste e dei danni causati dagli uragani.

L’ipotesi di un cartello del gas è contrastata dai paesi consumatori dell’Occidente che, dall’embargo arabo sul petrolio (1973-74), rafforzarono due organizzazioni di consumatori di energia: l’OECD (OCSE, Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica) e l’IEA (International Energy Agency). Oggi sostengono il cosiddetto “mercato libero del petrolio”. Continua a leggere

The Cost of Not Listening to Nature

di Leonardo Boff

An environmental, social and human cataclysm occurred in the second week of January, in three mountain cities of the State of Rio de Janeiro; Petropolis, Teresopolis and Nueva Friburgo. There were hundreds of casualties, whole regions were destroyed, and those who lost their families, homes and everything they had, endured overwhelming suffering. The immediate causes were the torrential rains, common in Summer, and the geophysical configuration of the mountains, with a thin top soil, on which an exuberant subtropical forest grows. It is all set on immense smooth rocks, that due to the infiltration of water and the weight of the vegetation, frequently result in fatal landslides.

Blame is placed on the people who occupied the risky areas, and on the corrupt politicians who distributed dangerous terrain to the poor. Criticism falls on the public authorities who could have cared less and did not undertake preventative projects, because such public works would be invisible, and would not attract votes. There is much truth in all of that, but the principal cause of this devastating tragedy is not found there.

The principal cause is found in the way we treat nature. She is generous with us, because she offers us all that we need to live. But we consider her an object, that we dispose of capriciously, with no sense of responsibility for her preservation and without giving her any form of recompense. To the contrary, we treat nature violently, deprecate her, taking everything we can from her for our benefit. And to top it off, we turn her into a garbage dump, for all our refuse.

Worse still: we know neither her nature nor her history. We are uneducated and ignorant of the history of our land, for the many thousands of years past. We do not care to know either her flora or her fauna, her mountains, rivers, the scenery, the important persons who have lived there; artists, poets, persons in power, wise men and women; and the builders. Continua a leggere

Visioni della quotidianità

Tema e problema Psicopatologie La chiacchiera e la morte Critica della vita quotidiana Modificazioni e situazione La soggettività radicale Desiderio e Immaginario Pratiche e reincanto

 

di Pasquale Stanziale

 

1 Tema e problema

Di non facile definizione la vita quotidiana si presenta alla concettualizzazione in modo sfumato e complesso. I contorni di questo oggetto preso nell’insieme delle sue potenzialità sono particolarmente difficili da trattare. C’è nella realtà vissuta del quotidiano una dimensione di equivocità impossibile da sradicare che condanna questo quotidiano allo statuto di un oggetto non suscettibile, in ogni caso, di un approccio frontale.

Imbarcarsi nel progetto di tracciare una filosofia del quotidiano significa correre il rischio di pensare l’instabile, il mobile, un ambito in cui si operano solamente delle sintesi parziali, subito rimesse in causa, ed i cui i risultati non possono essere facilmente l’oggetto di una sintesi globale.

Il mondo della vita quotidiana si offre al tempo stesso come un ordine centrato (“normale”) e come un sistema al margine, dove c’è sempre posto per l’inatteso: una modalità in cui tradizione e innovazione sono in confronto permanente. Da questo punto di vista, il quotidiano, non è esattamente la stessa cosa che l‘ordinario, un insieme sistematico di pratiche sottomesse ad uno spazio di regolarità: il quotidiano è esposto difatti continuamente al rischio dell’irregolarità che, senza alcuna transizione, tende a ribaltare nello straordinario. Si tratta di una permanente co-presenza di solito e di insolito, sorgente di sorpresa e di tensione che fa della trama del quotidiano un luogo in cui certezza ed incertezza sono mischiate inestricabilmente.

1.2- Si può tentare, comunque, di costruire un percorso, di definire una traccia in cui la vita quotidiana viene connessa con la soggettività, la situazione, la ripetizione e l’immaginario: tutto nel quadro di un’economia politica propria del quotidiano posto in rapporto con una quotidianità ben definita nelle sue coordinate storico-politiche in cui prendono anche forma quei possibili che costituiscono forme di riscatto e di fuga dal pensiero unico.

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Come può cambiare l’Europa

Letture consigliate

Il rapporto “How can Europe change”, realizzato nell’ambito del progetto ISIGrowth, offre una prima sistematizzazione del largo e variegato insieme di analisi e proposte della società civile europea. Dopo Brexit, l’Europa delle due velocità e questa Europa che della rosa ha solo…..il gambo, per riflettere insieme leggi il Rapporto

http://www.isigrowth.eu/2016/10/25/economic-policy-alternatives-a-survey-of-civil-society-views/

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La Sinistra Rivista – Rivista Quadrimestrale - Autoriz. n. 23 depositata il 27.05.13 - ISSN 2282-3808 La Sinistra rivista - [Online]

Direttore responsabile: Alfonso Marino

Luogo di pubblicazione: Napoli/Italia - Editore e proprietà: Associazione Transeuropa Piazza Carolina 10, 80132 Napoli