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Libri consigliati

Don Andrea Gallo
Le preghiere di un utopista
Prefazione di Loris Mazzetti
Aliberti editore

globalizzazione e i suoi oppositori

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J. E. Stiglitz
La globalizzazione e i suoi oppositori

globalizzazione e i suoi oppositori

Einaudi 2002
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S. Žižek, In difesa della cause perse. Materiali per la rivoluzione globale.

globalizzazione e i suoi oppositori

Ponte alle Grazie, Milano 2009.

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Elsa Morante
La storia, Einaudi Cartaceo - eBook

globalizzazione e i suoi oppositori

Lo avevano detto

B. Trentin - Lavoro e libertà - Donzelli Editore 1994

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Tolstoj

“Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo.”
LEV TOLSTOJ

N. 5 Settembre 2014

Intervista al Senatore Luigi Manconi, Presidente della Commissione sui diritti umani e le tutele del Senato della Repubblica, Roma, Palazzo Madama, giugno 2014

a cura di Alfonso Marino in collaborazione con Daniele Barbato [1]

 

Diritti Umani ed Economia

Alfonso Marino – Associazione TransEuropa, direttore responsabile di La Sinistra Rivista in collaborazione con Monthly Review (LSR): l’idea dell’intervista nasce a seguito delle visite ricevute da “La Sinistra Rivista” quadrimestrale online in collaborazione con Monthly Review, nei primi tre numeri, sui temi dei Diritti Umani, scritti di Leonard Boff, la rivista ha ricevuto 4800 visite, verificate con google analytics, da qui l’esigenza e il piacere di discuterne con Lei.

(LSR) Dalla dichiarazione universale dei diritti umani, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri, cosa è cambiato?

“Se dovessi definire il fattore costitutivo e insieme dirimente della fondazione di un sistema di tutela dei diritti fondamentali, quindi ancora con riferimento alla carta del ‘48, indicherei l’universalità, ovvero il fatto che a rappresentare, per un verso la novità, per l’altro verso l’aspetto anche performativo di un’affermazione dei diritti della persona come diritti fondamentali, sia il fatto che essi valgano per qualunque individuo, in qualunque regime politico, in qualunque area geografica ed in qualunque tempo. Continua a leggere

Radiografia del mondo arabo

Samir Amin  è direttore del third World Forum in Dakar, Senegal.

Questo saggio risulta da una sintesi che lo stesso Samir Amin ha tratto per noi da un suo lavoro molto più ampio (Il mondo arabo: stato dei luoghi, stato delle lotte) che è in corso di pubblicazione in lingua araba e prossimamente verrà tradotto in inglese e in francese. [“The Liberal Virus”, “The World We Wish to See”, “The Law of Worldwide Value” e di recente, “The Implosion of Contemporary Capitalism”]. Il risultato del lavoro di sintesi è tuttavia molto più ampio rispetto alle consuetudini di questa rivista. Per darlo integralmente, abbiamo accresciuto il numero delle pagine di questo fascicolo. Abbiamo fatto questa scelta non solo per l’intrinseco interesse del saggio e l’autorevolezza di Samir Amin. Ma anche per altre due ragioni. Anzitutto perché, pur essendo stato scritto prima dell’11 settembre, il saggio fornisce elementi preziosi di informazione, di analisi e di riflessione su un soggetto sociale, politico, culturale e su una grande regione del mondo che assumono un ruolo nella crisi internazionale oggi in corso. In secondo luogo perché queste pagine di Samir Amin offrono un esempio di come si dovrebbe affrontare il tema del Sud del mondo. Tema che, dopo una lunga parentesi, è tornato al primo posto grazie al movimento sulla globalizzazione, ma sul quale resta molto generica la conoscenza e manchevole l’iniziativa della sinistra. E che invece non può più essere visto solo come il mondo della povertà e dell’emarginazione in generale, ma nella sua complessità tra dinamismo produttivo e degrado, analizzato nella composizione di classe, nelle istituzioni, nelle culture che l’organizzano. Continua a leggere

Green economy, la nuova economia tra valore della natura e natura del valore

Di economia verde molti parlano, ma pochi hanno le idee chiare su che cosa significhi

 

«Dobbiamo capirlo: la nostra vera legge di stabilità è dare finalmente valore al capitale naturale»  di Gianfranco Bologna

In un momento di crisi complessiva di un modello economico dominante che ha prodotto devastazioni ambientali e sociali di portata molto significativa, il dibattito sulla cosiddetta green economy diventa sempre più utile, interessante e stimolante.

Ma cosa significa veramente una green economy? È un ennesimo aspetto di quello che, sin dalla fine degli anni Ottanta, si definiva “greenwashing”, e cioè un tentativo di far credere che una “tinteggiatura” di verde delle attività produttive delle corporation – ben divulgata dal marketing e dalla comunicazione – potesse renderle più sostenibili per i sistemi naturali? E’ un semplice spostamento di investimenti da attività chiaramente negative per la salute e la vitalità dei sistemi naturali e sociali, come l’utilizzo dei combustibili fossili, ad altre più sostenibili come l’uso delle energie rinnovabili, del tipo eolico e fotovoltaico? Oppure è l’impostazione di una nuova modalità di fare economia che dia finalmente valore al capitale naturale e che ne faccia discendere prassi operative conseguenti?

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East Wind, West Wind. Gone with the Wind? The Shared Philosophical Legacies of Gramsci and Lenin

Jelle Versieren, University of Antwerp, The Centre for Urban History

 

 1. Introduction

 

Ever since the October Revolution, a specific political philosophical model reigned over Marxist, social-democratic, left-liberal, and rightist minds and opinions. This dominant model expressed the ill thought out conjecture that the peculiarities of Russian history and the ensuing defective Soviet society could be conflated with Lenin’s concrete political intentions and philosophical writings. On this interpretation, the backward feudal community of tsars and tenant peasants inevitably had to lead to a nation under new oppressors. And Lenin, as a proto-Stalinist, so goes this rehashed tale, was the main culprit of this world historical disaster. Whether one skims the pages of his enormous collected works or diligently peruses them, it has to be admitted that Lenin will never become the foremost intellectual giant of Marxism as a scientific paradigm. But neither can Lenin be dismissed as an insignificant theoretician regarding the analysis of the nexus between social phenomena and political currents. Continua a leggere

Cosa c’entra la crisi alimentare con la “primavera araba”?

 

Iside Gjergji

1. Parliamo del pane.

La “guerra del pane” insanguinava da mesi l’Algeria e la Tunisia, quando il ministro dell’agricoltura egiziano ordinò all’inizio del 2010 l’aumento dell’importazione di carne dal Kenya e di mucche dall’Etiopia. Il ministro egiziano puntava a compiere il “miracolo”, ovvero cercava di evitare che si ripetesse in Egitto lo scenario del 2008, periodo in cui in diverse città egiziane, e in particolare a Mahalla al-Kubra, vi furono massicce proteste contro l’aumento del prezzo del pane. I palazzi del Cairo furono scossi dalla fondamenta allora e il governo di Mubarak non poteva permettersi di nuovo una simile ondata di proteste. La situazione, però, era disperata: secondo la FAO, infatti, nel dicembre 2010, il prezzo dei prodotti alimentari in Egitto aveva raggiunto un “livello record”, arrivando a sfiorare un aumento del 20%. Continua a leggere

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La Sinistra Rivista – Rivista Quadrimestrale - Autoriz. n. 23 depositata il 27.05.13 - ISSN 2282-3808 La Sinistra rivista - [Online]

Direttore responsabile: Alfonso Marino

Luogo di pubblicazione: Napoli/Italia - Editore e proprietà: Associazione Transeuropa Piazza Carolina 10, 80132 Napoli