Cinema, Cinema, Cinema, I Giovani Autori Italiani alla 73esima

di Daniele Barbato

Una sezione dedicata al Cinema, una sezione dedicata alla miriade di Giovani Autori Italiani che con passione, dedizione e volontà si dedicano al cinema, al corto d’autore con un sogno nel cassetto, anzi in quella che si chiamava macchina da presa!!!

Una ventata di aria fresca al festival di Venezia: I Love GAI, concorso dei Giovani Autori Italiani. Se qualcuno ha assistito alle proiezioni di questa sezione avrà fatto bene a segnarsi uno di questi nomi: Giovanni Aloi, Valerio Attanasio, Angelo Cretella, Leopoldo Caggiano, Brando De Sica, Davide Gentile, Adriano Giotti, Daniele Greco, Eva Jospin, Dario Samuele Leone, Mauro Maugeri, Davide Minnella, Virginia Mori, Emanuele Palamara, Vito Palmieri, Luigi Pane, Luca Maria Piccolo, Naike Anna Silipo, Adriano Valerio.

Sono i 19 selezionati su oltre 400 in tutta Italia da un comitato d’eccezione composto da Nicola Giuliano, co-fondatore di Indigo Film, Andrea Purgatori, giornalista e membro consiglio direttivo di SIAE, e Mara Sartore, editore e direttore di Lightbox.

La SIAE una “vecchia” istituzione che innova, investe per quanto possibile nel futuro, si vedrà, ma al momento affermiamo….”eppur si muove”. Il concorso, è stato uno dei grandi eventi della 73a mostra del cinema di Venezia, è nato da un’iniziativa SIAE in collaborazione con Lightbox.

I giovani in cui la SIAE crede, i giovani che la SIAE vuole far crescere. Non con le parole ma con i fatti. Durante la premiazione è stato annunciato un fondo a disposizione per lo sviluppo delle sceneggiature di opere prime, un fondo importante che permetterà ai giovani registi di cominciare a costruire il loro film.

I Love GAI ha permesso ai produttori di guardare in casa nostra, scoprire gli autori che nonostante l’età hanno già importanti esperienze di vita alle spalle, esperienze che gli hanno consentito di realizzare opere di livello come quelle presentate al concorso, con articoli sulla stampa nazionale e le TV nazionali con programmi dedicati, ad esempio Roar Rai 3.

E’ il caso questo de’ La smorfia di Emanuele Palamara. Prodotto dalla Bro Company, è un cortometraggio napoletano che in un solo anno ha fatto il giro del mondo. Dalla California, dove ha vinto l’Award of Excellence dell’IndieFest di La Jolla, alla Russia è stato selezionato in più di cinquanta festival internazionali vincendo oltre quaranta premi. Ha ottenuto la selezione ufficiale ai Nastri d’Argento 2016 ed è stato acquistato da TV come Mediaset, HBO Europe e Japan Tv.

Con protagonista Gianfelice Imparato (con “La Smorfia” ha vinto 7 premi come miglior attore), La Smorfia racconta la storia di Carmine Tramontano, un vecchio cantante napoletano che rimane bloccato a vita su una sedia a rotelle a causa di un ictus. Il suo sogno, e obiettivo, è tornare nel teatro dove è stato consacrato come il grande erede della canzone napoletana ma, deve superare
l’ostacolo più grande: sua sorella Nina (Marina Piscopo).

In 15 minuti, la capacità di raccontare la fine e l’inizio di una vita, utilizzando tra le altre la metafora dell’ascensore che all’improvviso funziona, perché riprende il rapporto vero tra due persone che decidono di non fingere, di accompagnarsi per non perdersi, di non vivere solo di ricordi ma anche della realtà, guardarla negli occhi, dire di si anche se costa fatica, vivere il dolore per essere veri, un messaggio importante anche se portato da un giovane.

Un grande successo per un giovanissimo regista (classe 1986) che guarda già al futuro. A breve, infatti, uscirà il suo nuovo cortometraggio Uomo in mare. Prodotto sempre dalla Bro Company, il corto racconta la storia di un testimone di giustizia interpretato da Marco D’Amore, il Ciro L’Immortale di Gomorra La Serie. Nel cast anche Fabio Balsamo, attore della fortunata serie web dei The Jackall Gli Effetti di Gomorra sulla gente, Lavinia Guglielman e il piccolo Antonio Sepe. Il cortometraggio sarà distribuito dalla Elenfant Distribution ma, ancora, non c’è una data e un festival d’uscita per un cortometraggio che già ha attirato le curiosità degli addetti ai lavori.

Giovani e di esperienza. Lo si sente sempre negli ambienti lavorativi, e in Italia sembra assurdo trovare giovani così. Ma I Love Gai ci ha permesso di scoprire che esistono eccome. Emanuele non ha solo il fuoco che arde di un giovane alle prime armi, ma lo alimenta con un’esperienza decennale fatta di corse sui set alle spalle di grandi autori come Matteo Garrone e Stefano Sollima di cui Palamara è stato assistete alla regia. Dieci anni di gavetta e poi il salto a regista “Sapevo che avevo bisogno di apprendere il più possibile. Lavoravo e mi divertivo sui set. Se devo guidare una macchina mi piace conoscerla bene, nei minimi dettagli. Per dirigere un film serve il talento ma anche l’esperienza che ti permette di gestire una troupe e un set. Ho sempre guardato a registi che hanno fatto il mio stesso percorso, cortometraggi e lavoro da assistente, non mi interessano le scorciatoie” dice Palamara con la determinazione di chi sa che questo lavoro lo farà. “Essere giovani non basta, servono le basi, le capacità e la determinazione per raggiungere i propri obiettivi.” Anche il coraggio di rischiare? “Assolutamente si. Dopo la mia scelta di non lavorare più come assistente alla regia per fare il salto a regista ho rifiutato tanti soldi, le produzioni mi chiamavano, ma io avevo deciso e non volevo più tornare indietro.” E ora la selezione a Venezia “Una grande opportunità che ha ripagato tutti i nostri sforzi. Mi godo il momento ma penso già alla prossima uscita”. Un corto che tratta un tema importante come la vita di un testimone di giustizia e che vede nei panni del protagonista l’attore del momento (Marco D’Amore ndr) “Mi piaceva l’idea di raccontare da un altro punto di vista come una scelta giusta, testimoniare, possa spaccare un nucleo familiare e la vita di una persona. Non vediamo lo stato, non vediamo chi minaccia quest’uomo ma viviamo con lui istante dopo istante interrogandoci su quanto sia giusto testimoniare. Marco D’Amore è un attore straordinario, quando ha accettato il progetto ne sono stato felicissimo.” Tre corti possono bastare? “Non c’è un limite, devi fare il salto al lungo quando te la senti”. E lei se la sente “Assolutamente si e ho una gran voglia di farlo”.

Giovani, di esperienza e con le idee chiare. Sono così i ragazzi che abbiamo scoperto in I Love GAI, ragazzi che, se fossimo produttori cinematografici, non ci faremmo scappare per niente al mondo.

Una risposta a Cinema, Cinema, Cinema, I Giovani Autori Italiani alla 73esima

  • cris mare scrive:

    certo i giovani vanno aiuati invogliati di fare ,dare coraggio, speranza per il loro futuro, sfruttare i talenti giovani per far creare nuovi episodi, carichi di fantesia che gli permette di costruire sempre più opere da sogno per loro ò una professione che devono rivoluzionare creando sempre di più

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