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La Sinistra Rivista, una rivista on-line: le psicotecnologie del sito web

di Francesco Iasiello

Il confronto tra i modelli editoriali on-line di tipo commerciale ed i nuovi modelli di riviste on-line gratuite, candidate a svolgere analisi e proposte indipendenti, rappresenta il nostro terreno di analisi.

Gli editori on-line, orientati nel mettere a reddito i loro siti web, si trovano affrontare il problema della raccolta della pubblicità, loro principale fonte di ricavo. Ma la pubblicità sul web rende di meno della carta stampata, per cui, secondo l’editore Malik, “è tempo che gli editori guardino ai loro affari e pensino a diventare digital-first e paper-second”. Così la rincorsa delle aziende mediatiche verso nuovi modelli editoriali, capaci di reggere l’urto della produzione e diffusione della conoscenza in rete, passa per la capacità di spesa per il digitale, perché consente la più ampia possibile condivisione della conoscenza che è alla base della produzione culturale. In questo scenario è centrale il ruolo del lettore, che partecipa in modo interattivo alla formazione dei contenuti. Così ogni rivista o giornale in rete è focalizzata sull’esperienza del lettore, a cui da voce attraverso le newsroom. Per questo cambiano le organizzazione delle redazioni delle riviste, dove hanno fatto la loro comparsa team specializzati del Web, e nel seguire le strategie della concorrenza, l’evoluzione della tecnologia ed il comportamento dei lettori.

Per portare avanti la tesi sul ruolo delle riviste on-line sono partito dalle considerazioni degli studiosi della materia: Innis, McLuhan, de Kerckhove, per citare qualche nome. Gli approfondimenti sul tema hanno portato ad alcune interessanti conclusioni sul ruolo mediatico del Web, ed in particolare dell’editoria, come strumento di comunicazione e di conoscenza. Il Web come Medium è l’assioma con cui il prof. De Kerckhove giustifica i processi evolutivi della cultura, inquadrando la conoscenza in un ambito esteso, che supera la barriera della nostra mente e realizza la conoscenza “connettiva”. Illuminato dal visionario studioso McLuhan, il prof.de Kerckhove traccia uno scenario di come la conoscenza stia cambiando, verso modelli che connettono le diverse intelligenze con cui ognuno di noi si relaziona per costruire il significato di quello con cui siamo in contatto.

 

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Figura 1 – Evoluzione delle psicotecnologie

In questo scenario il ruolo dell’editoria on-line è diverso da quello tradizionale. Occorre pensare in modo totalmente diverso al ruolo del giornalismo, alla sua intermediazione culturale ed alla sua conoscenza delle cose, perché l’oceano di informazioni presenti in Rete mette in crisi l’editoria tradizionale. Infatti l’informazione distribuita sul Web è terribilmente più veloce ed approfondita dell’informazione fatta attraverso i canali tradizionali.

La velocità dell’informazione ha preso il sopravvento sulla veridicità dei contenuti. Quindi l’informazione in Rete deve in primis essere usabile e rispondere a determinate caratteristiche sempre più standard (certificazioni W3C). Partendo da modelli di riferimento (Le Euristiche di Jacob Nielsen, l’Usability checklist del dott. Pete e la oramai classica Task Analysis) lo studio ha messo a confronto un sito Web di una classica rivista on-line (Wired.it) e la nostra rivista (LaSinistraRivista.org) evidenziandone i pregi e difetti.

Si è potuto appurare che la nostra rivista on-line soffre del proprio modello di business, in cui sono assenti i ricavi da pubblicità ed abbonamenti. Ma la platea dei suoi visitatori è caratteristica e specializzata. La sua controtendenza, in questo mare magnum di proposte editoriali, premia l’attenzione che in tanti le pongono. Forse che il mirare al contenuto e non alla sua rappresentazione sia una formula vincente?

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Figura 2 – Lasinistrarivista.org

Per descrivere il mondo delle riviste on-line, invece di partire con le indagini di mercato sugli andamenti delle vendite o misurare le caratteristiche qualitative dei diversi tipi di siti Web che ospitano le riviste on-line, più o meno affermati, si è scelta LaSinitraRivista.org, come esempio di una specificità che sta diventando modello di riferimento dell’informazione in Rete. La Sinistra Rivista è un progetto culturale, editoriale – sito internet e rivista – che nasce in collaborazione con la rivista socialista indipendente Monthly Review, nata negli Usa nel 1949. Essa, negli intenti della Redazione, si candida a svolgere questo ruolo con analisi e proposte indipendenti e l’impegno a divulgarle, ed è aperta al contributo dei lettori che sono incoraggiati ad inviare suggerimenti, commenti, proposte.

Si fonda sull’impegno volontario dei partecipanti, è autofinanziata, il materiale è concesso gratuitamente e in copyleft. Si rivolge ad addetti ai lavori, giornalisti, ricercatori, professori, dottorandi, studenti e vuole essere un’occasione per tutti gli appassionati di economia e politica. Dal punto di vista editoriale, il soggetto del mio studio, la rivista, rappresenta un significativo prototipo la cui analisi ha consentito di ottenere validi spunti di riflessione su come si stia trasformando il mondo dell’informazione e sulle opportunità che i nuovi media stanno creando.

Le riviste on-line, come nuovo modello economico di sviluppo dell’editoria, sono rappresentate in modelli sempre più standard. L’editore Om Malik, nella sua intervista su Wired[1], parla dell’emersione di modelli specializzati e a pagamento, fondati sulla facilità di distribuzione ed il coinvolgimento dei lettori. Diverso è l’approccio di LaSinistraRivista.org, che si propone come rivista on-line gratuita, candidata a svolgere analisi e proposte indipendenti, aperte al contributo dei lettori, a cui si rivolgono al puro scopo divulgativo. E quindi la nostra rivista fa a meno della pubblicità, che viceversa rappresenta il volano acclamato dell’editoria.

Per interpretare i fenomeni che si stanno verificando nel contesto dell’informazione in Rete, bisogna patire da lontano, andando ad indagare sull’evoluzione delle psicotecnologie. Un ruolo significativo è svolto da questa scienza nell’articolazione dei processi cognitivi. Il sistema di comunicazione principale nella società orali primordiali era nel corpo, che produceva il linguaggio. Esso è sempre esterno al corpo e si trova tra le persone; solo una piccola parte di esso viene elaborata intenzionalmente attraverso la parola, il resto è il corpo stesso ad esprimerlo. La comparsa della scrittura accelera gli scambi culturali e permette alle persone di raccogliere informazioni per un loro successivo riutilizzo. In altre parole, la forma scritta del linguaggio consente di essere in grado di utilizzare l’esperienza precedente formalizzata e organizzata in modo tale da tramandarla all’esperienza successiva. Dalle società semi-alfabetizzate della scrittura ideografica alle varie forme evolute di scrittura c’è stato un profondo cambiamento culturale. Con la distribuzione della lingua scritta, anche grazie alla stampa si è avuto un sussulto, ancora più marcato con l’avvento dell’elettricità.

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Figura 3 – La sequenza delle tecnologie psicologiche

Con la scrittura l’uomo fuoriesce dalla realtà tribale e collettiva per diventare un individuo consapevole. Se il pensiero umano è nato dalla possibilità di leggere, le nuove tecnologie allargano ancora di più la mente umana trasformandola in modo evidente. Il telefono, la televisione, il computer, gli ipertesti sono psicotecnologie che spingono il cervello ad elaborare nuovi paradigmi cognitivi che modificano la nostra percezione del mondo. In questo contesto il medium che più di tutti ha condizionato la vita quotidiana di intere generazioni è stata la televisione. Essa ha modificato la nostra identità, i nostri stili di vita e le nostre facoltà cognitive. La televisione è stata, e lo è tuttora, una forma di controllo mediatico dell’immaginazione collettiva, capace di pervadere le menti dei telespettatori con messaggi mediatici sviluppati ad hoc da una sempre più fiorente industria pubblicitaria.

La rincorsa inarrestabile del progresso tecnologico ha determinato l’affermazione di strumenti che amplificano la conoscenza, supportando le capacità elaborative della mente e spostando verso l’esterno l’elaborazione dei processi cognitivi. Si va affermando una nuova alfabetizzazione dell’individuo, ad hoc per la nuova generazione digitale. Non è necessario consultare i manuali, ne approfondire attraverso i saggi, perché i processi cognitivi sono dinamici, utilizzano la velocità degli elettroni e formano il pensiero navigando negli ipertesti del Web. La complessità della rete e le sue indeterminate connessioni neuronali definiscono l’universo della conoscenza globale. Quello che accade è un inevitabile processo di normalizzazione dei contenuti per la generazione digitale che utilizza oramai un linguaggio unico ed universale, sempre più iconografico e sempre meno simbolico. Tutto questo ha portato il mondo scientifico a riconsiderare il concetto di intelligenza ed osservare come questa si sia espansa in forme collaborative e quindi connettive.

Le psicotecnologie sono la base per capire il funzionamento dei nuovi modelli culturali e di comunicazione. L’approccio al tema è partito dalla considerazione di D. de Kerchove: il Web è il medium[2]. Infatti parlare oggi di media significa principalmente parlare di televisione (vecchio medium di massa) e di Internet (nuovo media connettivo). D’altronde se è vero che il Web è diventato il mezzo di rappresentazione della conoscenza globale, è impensabile che esista un solo modo di interpretazione della realtà rappresentata da questo medium. Quattro sono le dimensioni a cui ci riferiamo : la dimensione culturale, l’universo produttivo, gli stili del Web, lo studio delle forme di utilizzo.

La dimensione culturale inquadra il fenomeno dell’informazione on-line in una cornice culturale, dandone una visione contenutistica, senza preoccuparsi degli stili e delle forme di utilizzo, mentre nell’ambito dell’universo produttivo lo sviluppo esponenziale dell’industria del Web ha portato alla luce problemi socio-economici, fra cui la concentrazione industriale, il decentramento produttivo e la globalizzazione. Gli stili del Web sono succubi dell’imperialismo linguistico dell’inglese, e lo studio delle forme di utilizzo del Web evidenzia diversi stili legati al livello di alfabetizzazione degli utenti. Ciò introduce il concetto di metamedium per il Web, che “a causa della convergenza tecnologica tende ad assorbire gli altri media, digerirli, sostituirli, o almeno renderli complementari ”.

È stato quindi necessario studiare il profilo di qualità dei siti Web, basati su un modello che soddisfa l’insieme complesso di caratteristiche, quali: architettura, comunicazione, funzionalità, contenuti, gestione, accessibilità e usabilità. L’usabilità, infatti, è un fattore rilevante della qualità delle applicazioni Web, in particolare per l’editoria on-line, che deve superare il gap tra la carta ed il digitale. Di recente il tema ha ricevuto una grande attenzione, essendo riconosciuto come la proprietà fondamentale per il successo di applicazioni Web. Una rivista on-line poco usabile è destinata a chiudere.

La natura multidimensionale del concetto di usabilità rende difficile la sua definizione in senso generale. Volendo far riferimento alla definizione di Jacob Nielsen data nel 1993, l’usabilità deve essere vista come la facilità di apprendimento del funzionamento del sistema, l’efficienza nel suo utilizzo, la facilità nel ricordare l’uso del sistema stesso, la sicurezza, la robustezza agli errori e la soddisfazione soggettiva dell’utente. Un sito web, quindi, per poter essere utilizzato deve rispondere a criteri di efficacia, efficienza e soddisfazione che rendono confortevole ed accessibile il sistema. Essendo indicazioni di standard d’uso, non è scontato che i siti web rispettino le prescrizioni degli organismi internazionali di certificazione. Anzi, vista la complessità d’implementazione di questi paradigmi di funzionalità, che inevitabilmente rallentano le performance del sito, molti siti presenti sul Web li ignorano.

L’accelerazione di Internet è enorme[3]. È un fenomeno di massa, che iniziato da meno di venti anni già si è affermato in ogni lato della nostra società. E fra questi c’è il giornalismo, che inesorabilmente sta cambiando ruolo e compiti. Il nuovo paradigma dell’editoria si basa sulla condivisione e sull’idea dell’autore collettivo, dove la più ampia possibile condivisione della conoscenza è alla base della produzione culturale, costruita sul libero scambio delle idee e sul libero accesso al patrimonio culturale preesistente.

Nel Web si stanno affermando nuovi processi che mettono da parte i tradizionali intermediari dell’economia, della cultura e della politica, e coinvolgono direttamente gli utenti finali. Sono fenomeni low-cost, che fanno a meno delle organizzazioni preesistenti, rendendo laico l’approccio all’economia, alla politica, alla cultura. Essi testimoniano i cambiamenti in atto nella società negli ultimi decenni per quel che riguarda rapporti, ruoli e regole. Nasce così un nuovo modello di economia e di cultura, legato al processo di “disintermediazione”[4]. Essa tocca principalmente il mondo dell’informazione e del giornalismo con un calo consistente delle tirature e vendite, sia a livello di periodici che di quotidiani. Secondo molti studiosi, la figura dei giornalisti professionisti è sempre meno essenziale, perché il giornalismo partecipativo, basato sui blog e social network, è più capillare e perfino più affidabile. Infatti nel Web si è affermata una nuova forma di trattamento dell’informazione: il giornalismo partecipativo, che rappresenta la forma di giornalismo in cui i lettori partecipano attivamente alla costruzione delle notizie. Però c’è molto scettiscismo sulla dittatura del dilettante che si impone su quella dell’esperto. Lo scetticismo di Keen, esperto della materia, trova eco in molti Internet-scettici che non riconoscono alla Rete le peculiarità viceversa riconosciute dal mondo dell’informazione. Un tema di discussione è la verifica delle fonti, che insieme a quello dei diritti d’autore sta tenendo scacco nel Web[5].

In questo contesto si è affermato Twitter. Esso rappresenta oggi una delle fonti di informazione più utilizzata sia dagli utenti della Rete che dai professionisti dell’informazione. La sua impressionante velocità di disseminazione delle notizie, dovuta al numero di follower presenti su Twitter ed alla sua brevità di contenuto trasmesso (140 caratteri massimo), ne fanno uno strumento eccezionale a cui i mass-media tradizionali cedono il passo.

L’enorme massa di informazioni, all’interno di questo flusso continuo che attraversa la Rete crea un problema di orientamento. Oltre alla difficoltà nel riconoscere l’autorevolezza della fonte, l’eccesso di informazioni crea un problema di comprensione. Ma la grande velocità di diffusione e la sua facilità di manipolazione fanno della informazione in Rete un elemento dirompente, specie se inserito in contesti critici. Guardando per esempio quello che succede nel mondo dei mercati finanziari, dove le “voci” hanno effetti dirompenti sulle sorti di società quotate in borsa.

Un testo stampato può essere letto, sfogliato, accantonato, ripreso abbastanza semplicemente che sia su un giornale di carta o un libro, mentre presenta difficoltà, almeno per il momento, se dobbiamo consultarlo su un PC, notebook, tablet, smartphone, dove le dimensioni e le luci del quadro, i comandi operativi da dare, la posizione di lettura mettono in moto meccanismi psicologici di fruizione molto diversi . Si tratta di abitudine all’uso del supporto, che nel tempo cambierà. Ma la disponibilità di un testo in forma digitale consente un’informazione “di servizio” che appare la più rispondente ai bisogni informativi dei cittadini-lettori, perché rappresenta un’informazione pratica, concreta, utilizzabile giorno per giorno nella famiglia e sul lavoro, a risolvere i problemi della giornata, a migliorare la qualità della vita; nella politica, nell’economia e finanza; nella cronaca nera, nello sport e nella moda, nella salute, nella scuola e nella cultura. Da un’informazione di massa si sta passando così a un’informazione personalizzata. Ciò fa pensare a de Kerckhove ed all’intelligenza connessa, che egli distingue da quella distribuita, proprio per la sua capacità di creare una conoscenza personalizzata.

Parlare di approfondimento giornalistico al tempo di Internet sembra una contraddizione, perché nell’immaginario collettivo il giornalismo on-line rappresenta “uno spazio privilegiato esclusivamente per una informazione istantanea, veloce, poco approfondita e, conseguentemente, superficiale”. L’approfondimento giornalistico rappresenta quindi l’informazione vera, ragionata, curata e preziosa da trovare sulla carta stampata. Questa visione è entrata nelle mente dei giornalisti che continuavano a scrivere, analizzare, pubblicare, dirigere l’editoria sia sulla carta stampata che nella Rete, nella convinzione che i lettori non avrebbero messo da parte la vecchia abitudine[6]. Nel frattempo il lettore comune si faceva i propri conti ed al prezzo di un’informazione di qualità, inferiore sia di contenuti che di contenitore, ha scelto l’informazione on-line gratuita. I numeri parlano da soli.

Ma le informazioni che viaggiano in Rete risentono della frenesia collettiva di essere sempre informati su quello che succede nel mondo. La rincorsa alla conoscenza globale scandisce il nostro tempo e siamo sempre di più schiavi delle informazioni, per cui senza rendercene conto fissiamo la nostra attenzione su fatti, immagini, video che vengono dall’altra parte del mondo ed attribuiamo ad essi la stessa attenzione dei fatti che accadono sotto il nostro naso.

L’informazione giornalistica mantiene ancora le sue peculiarità di approfondimento, veridicità, deontologia, anche in un contesto frenetico qual è la Rete. Ma pensare di mantenere questa posizione nel tempo è sbagliato. L’evoluzione della tecnologia, che sottende ad una radicale trasformazione del giornalismo e dell’editoria in genere, lascia poco spazio alle organizzazioni storiche dei giornali e delle riviste. La trasformazione “digital first” rappresenta il primo passo verso una nuova concezione dell’informazione giornalistica. Sono già disponibili in rete sistemi di controllo delle fonti, che misurano con ottima approssimazione i gradi di affidabilità del testo, il livello di utilizzo delle fonti, il rispetto delle norme sui diritti, etc. Insomma la tecnologia offre strumenti in grado di controllare i contenuti e “validarli”. È sempre più difficile il mestiere del giornalista.

Allora approfondire una notizia diventa un esercizio di sintesi, dove le capacità del professionista dell’informazione classica servono sempre meno. In questo contesto si stanno affermando figure professionali sempre più specializzate. I Fact-checkers ne sono un esempio. Nelle redazioni dei giornali e riviste statunitense essi controllano la bontà di quanto detto e scritto da politici e giornalisti, presentatori e qualsiasi altro personaggio pubblico.

Ci si è resi conto, ad un certo punto della storia evolutiva di Internet della necessità di tracciare le linee di progettazione dei siti Web più idonee, allo scopo di ottenere un adeguato schema logico dell’architettura, facendo particolare all’attenzione alle specifiche dell’informazione on-line. Nel presente studio, nel tentativo di crearne una classificazione, sono stati analizzati i diversi tipi di siti Web, prendendo spunto dalla letteratura, che in questo caso è abbastanza prolifica, e dalla user experience personale. Per questo scopo la distinzione tra siti statici e siti dinamici aiuta ad individuare sistemi grafici basati su tecnologie differenti e finalizzati a servizi di diversa natura. Se un sito Web statico permette la visualizzazione di contenuti, un sito dinamico consente l’interazione e l’aggiornamento costante dei contenuti. Ma un sito per funzionare deve essere usabile. Occorre progettare facendo ricorso ad una metodologia specifica.

Progettare un qualsiasi sito Web significa sviluppare un modello di interazione, che includa sia la struttura organizzativa delle informazioni che le modalità di interazione uomo-macchina. Nel primo caso la struttura organizzativa rappresenta la disposizione all’interno di luoghi diversi di una serie di informazioni, collegate tra di loro, mentre la modalità di interazione stabilisce il tipo di rapporto con l’informazione stessa. La modalità di interazione attiva il rapporto tra la funzione del sistema informativo e l’utente. Questo comporta la scelta oltre della disposizione delle informazioni, anche del modo in cui accedere alla singola informazione. L’idea è quindi il ricorso ad una progettazione registica di una serie di eventi, organizzati all’interno di uno spazio ed in una dimensione temporale[7].

In genere quando si parla di rivista on-line ci si riferisce ad una pubblicazione periodica che utilizza la Rete per essere esposta ai propri lettori. Nella maggior parte dei casi ha alcune caratteristiche simili ad un blog, ma se ne distingue per l’approccio editoriale. Un’altra caratteristiche che la rende privilegiata rispetto alla controparte su carta è la possibilità della consultazione on-line e della possibilità di essere scaricata in locale in formato pdf. Come evidenziato da R.Polillo, il successo di una rivista on-line è segnata dalla qualità che la caratterizza ed in particolare dalla sua usabilità.

La scelta del campione da analizzare è caduta sul sito web di Wired.it, versione italiana dell’omologa rivista statunitense. A giugno 2013 Wired Italia, come riportato da Prima on-line, mette a punto il ‘sistema Wired’: digitale, live, magazine. Il mensile dell’editore Condé Nast sceglie un approccio digital first e guarda al presente più che al futuro remoto, va oltre i confini della tecnologia e di internet e abbraccia l’innovazione nei settori dell’economia, della salute, del benessere e dello sport. Non si parla più di testata multipiattaforma, che rappresenta il mantra delle riviste on-line fino a quel momento, ma l’attenzione va verso la condivisione di idee e spunti con i visitatori del sito Web. La testata si trasforma in una piattaforma aperta di interazione.

Wired rappresenta un significativo esempio di rivista on-line. Partendo dalle considerazioni fatte sulla funzionalità ed organizzazione del sito Web di questa rivista è pensabile individuare un modello di riferimento con cui verificare le caratteristiche formali e funzionali di La Sinistra Rivista, oggetto del nostro studio. Quindi un modello di riferimento per riviste on-line. Ciò ha significato tracciare le caratteristiche di qualità di una rivista on-line che si sono affermate in Rete e la struttura organizzativa ottimale[8].

La verifica della copertura funzionale del sito Web di La Sinistra Rivista.org, rispetto al modello di rivista on-line che abbiamo definito, è passata per l’usabilità del sito. I risultati sono stati che il sito Web di La Sinistra Rivista rappresenta un esempio di utilizzo nuovo e diffuso della Rete, dove molti Internet Service Provider (ISP) si sono organizzati per offrire servizi per utenti nell’ambito del mercato cosiddetto B2B (Business-to-business). Quindi spazi condivisi disponibili in Rete, da cui attingere risorse, senza preoccuparsi di gestire le infrastrutture. Questo è il modello a cui fa riferimento la nostra rivista on-line. Così basandosi sulle risorse dell’operatore WordPress[9] che funge da ISP, La Sinistra Rivista ha concentrato la sua organizzazione sui contenuti e sulla fruizione da parte dei visitatori di contenuti che trattano temi politici ed economici. Il sito Web cura poco l’aspetto grafico, perché si rivolge ad un profilo di utenti che vogliono innanzitutto approfondire gli argomenti in discussione. Seguendo il filo conduttore dei grandi temi politici ed economici di attualità, da spazio a Premi Nobel che attraverso interviste o articoli rendono molto interessante le discussioni che nascono. Nello stesso tempo La Sinistra Rivista non perde di vista il contesto sociale in cui si muove. Troviamo così articoli firmati da studiosi che operano nella realtà italiana o regionale.

 

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Figura 8 – Risultati analisi

L’insieme complesso di caratteristiche, quali: architettura, comunicazione, funzionalità, contenuti, gestione, accessibilità e usabilità, contribuiscono a definire la qualità totale del sito Web, insieme ad altre caratteristiche tipiche delle riviste on-line (la struttura organizzativa, le grafiche, il layout, i dispositivi di ricerca). Dalla valutazione di queste caratteristiche, unite alle sub-caratteristiche per i siti Web Wired.it e LaSinistraRivista.org sono emerse diverse considerazioni. Se il primo rappresenta uno dei siti più “gettonati” nel panorama delle riviste on-line, il secondo con la sua originalità rappresenta un interessante esempio delle informazione di approfondimento in Rete.


Note

[1] Wired: http://www.wired.it/attualita/media/2014/04/30/om-malik-festival-del-giornalismo-di-perugia/ , Philip Di Salvo, Collaboratore. Articolo pubblicato il 30 aprile, 2014. Intervista a Om Malik, fondatore di GigaOM, sito di news con 6,5 milioni di lettori al mese. Ospite al Festival del Giornalismo di Perugia (30 aprile – 4 maggio). Wired ha parlato con lui di informazione, Internet e imprenditoria.

[2] Da Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Derrick_de_Kerckhove . Sin dagli anni ’40 la Scuola di Toronto (McLuhan: Carpenter, Havelock, etc.) ha cercato di definire il significato psicologico dell’adozione dell’alfabeto greco nella cultura occidentale. Derrick de Kerckhove è lo studioso che oggi si dedica maggiormente a questa disciplina. Secondo de Kerckhove una psicotecnologia è qualunque tecnologia emuli, estenda o amplifichi il potere della nostra mente. Egli è direttore del Programma McLuhan di Cultura e Tecnologia e professore del Dipartimento francese all’Università di Toronto (Canada). Il Programma McLuhan, così come il lavoro di McLuhan stesso, è indirizzato alla comprensione di come le tecnologie influenzano e influenzeranno la società.

[3] L’evoluzione della comunicazione: vecchi e nuovi media – Atlante Geopolitico 2012 (2012) di Paolo Mancini. La velocità di cambiamento del mondo dei mass media ha raggiunto picchi incredibilmente elevati e fino ad oggi sconosciuti. Un’affermazione di Manuel Castells, divenuta ormai celebre, mette a confronto la velocità odierna con il ritmo di cambiamento precedente: «negli Stati Uniti la radio ha impiegato trent’anni per raggiungere sessanta milioni di persone, la televisione ha raggiunto questo livello di diffusione in quindici anni; internet lo ha fatto in soli tre anni dalla nascita del world wide web» (Castells 1996; trad. it. p. 382). Per quanto Castells si riferisca specificatamente a internet, questa osservazione può essere estesa a tutte quelle innovazioni tecnologiche che vanno in genere sotto il nome di ICT (Information and Communication Technology) e definiscono il campo dei ‘new media’, che si sono succeduti in un periodo di tempo molto breve, rivoluzionando l’intero ambito dei mezzi della comunicazione di massa, inclusi i più vecchi e consolidati.

[4] L’era della disintermediazione. Redazione, 27 febbraio 2013. Economia, cultura e politica travolte dal Web. Da Groupon agli e-book fino al M5S, tutte le facce delle stesse medaglia.

[5] Censis, Dodicesimo Rapporto sulla comunicazione. L’economia della disintermediazione digitale, Milano, Franco Angeli, 2015.

[6] Ugo Vallauri su Problemi dell’informazione, a proposito dell’impatto sulla qualità dell’informazione dei contenuti prodotti da non professionisti: « il giornalista non esce “distrutto” da questo modello di lavoro, soltanto rinnovato. Il suo ruolo rimane centrale nel saper mettere insieme i diversi aspetti, fare le adeguate verifiche, scrivere in modo chiaro, accattivante i propri articoli, ponderare i punti di vista. Ciò che cambia radicalmente è il riconoscere le rinnovate dimensioni dell’arena in cui il processo si compie, e adattarvisi. (…) Il cambio di “paradigma” richiesto è piuttosto l’apertura alla possibilità di un’interazione vera, influente tra chi scrive e chi abitualmente legge ».

We Media: How audiences are shaping the future of news and information By Shayne Bowman and Chris Willis, Edited by J.D. Lasica, 2003.

[7] Giovanni Anceschi. Registica – Ripensare il design della comunicazione (con Alvise Mattozzi) per impostare una riflessione collettiva su cosa vuol dire oggi fare, insegnare, imparare “design della comunicazione” (16-28 giugno 2006). Anceschi dal 2005 lavora al progetto di una revisione della disciplina del design della comunicazione nel senso del passaggio dalla disciplina tattica del progetto di artefatto alla disciplina strategica del “progetto registico” (Theory of staging), poi “registica multimodale” (UniNettuno Web Design Lez 23 Registica Multimodale Web Design).

[8] Emanuela Gugnelli. Guida Progettazione siti web. Dall’analisi dei requisiti fino allo sviluppo e alla promozione: fase per fase, una guida alla gestione dei progetti per siti web low budget. Html.it, 2011.

[9] WordPress è una piattaforma di editoria personale allo “stato dell’arte” che si focalizza sull’estetica, sugli standard web e sull’usabilità. WordPress è uno strumento che al tempo stesso è gratuito e senza prezzo per le sue infinite possibilità. WordPress è una piattaforma open-source (distribuita con la licenza GNU General Public License) sviluppata in PHP/MySQL che consente a chiunque di creare facilmente blog e/o siti web senza avere particolari competenze tecniche. Si tratta in pratica di un CMS (cioè un Sistema di gestione dei Contenuti)che permette in modo semplice la creazione, la gestione e l’aggiornamento di un sito internet formato da contenuti testuali e/o multimediali (fonte Mr.Webmaster.it).

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