Trump: The Art of the Tax Deal

by Phil Mattera

Donald Trump is famous for making high-profile deals using other people’s money. Sometimes those other people are not his business partners or lenders but rather the taxpayers. For a figure who is seen to epitomize unfettered entrepreneurship, he has been relentless in his pursuit of government financial assistance.

Trump’s first major project, the transformation of the old Commodore Hotel next to New York’s Grand Central Station into a new 1,400-room Grand Hyatt, established the pattern. Trump arranged to purchase the property from the bankrupt Penn Central railroad and sell it for $1 to the New York State Urban Development Corporation, which agreed to award Trump a 99-year lease under which he would make gradually escalating payments in lieu of property taxes. The resulting $4 million per year tax abatement was criticized as excessive but was approved by the Board of Estimate in 1976. The deal also provided for profit sharing with the city. The total value of the abatement has been estimated from $45 million (Wall Street Journal, January 14, 1982) to $56 million. Continua a leggere

Intervista a Fabio Mussi

Matteo Giordano e Tommaso Sasso dicembre 2015

Fabio Mussi è stato un dirigente del PCI e poi del PDS e dei DS. Non ha invece condiviso la scelta della fondazione del Partito Democratico, fondando il nuovo soggetto Sinistra Democratica. Con l’obiettivo generale di chiarire meglio la storia della seconda repubblica italiana, questa intervista -che segue ad altre condotte dai curatori a personalità della sinistra italiana- approfondisce alcuni passaggi di questo percorso politico, partendo dagli ultimi anni del PCI.

La crisi che viviamo, avanti tutto di civiltà, ha in qualche misura svelato la reale natura di una dottrina ideologica, quella neoliberista, ai cui assunti di fondo la sinistra, in particolare quella europea, è stata subalterna culturalmente prima ancora che politicamente. Cosa ritieni ci sia stato alla base di questo pressoché totale appiattimento? Continua a leggere

Per una critica della ragione ecologica

di Pasquale Stanziale

LAUDATO SI’ (La cura per la nostra casa comune) è più di un’enciclica ecologica. Papa Francesco ha dato alla Chiesa e al mondo un documento che affronta l’intera campo della dottrina sociale della Chiesa non solo in materia di economia, politica, cultura, occupazione, tecnologia, ma anche per ciò che riguarda la migrazione, la povertà, la pace, l’architettura, l’urbanistica, l’educazione, i diritti umani e l’ambiente.

 

Per una critica della ragione ecologica

1

Nel 1986 Bergoglio ha iniziato gli studi per il dottorato in Germania. Il focus della sua ricerca è stato il grande teologo del Novecento e critico culturale Romano Guardini, che aveva avuto un influenza-chiave, su molti teologi tra cui, Karl Rahner, Henri de Lubac e Joseph Ratzinger. Bergoglio quindi non ha mai finito il suo dottorato, ma la sua immersione negli scritti di Guardini decisamente forma il suo pensiero. 

Si può dire che, in effetti, in ogni pagina dell’enciclica si avverte l’influenza di Romano Guardini e il suo approccio distintivo alla modernità. 

Per sintetizzare il pensiero di Guardini, si dovrebbe iniziare con una serie di saggi che ha scritto nel 1920, raccolti nel libro Lettere dal lago di Como. Come molti tedeschi (nonostante il suo nome molto italiano, Guardini era culturalmente tedesco), amava le vacanze in Italia e in particolare nella regione dei laghi intorno a Milano. Rimase incantato, naturalmente, dalla bellezza fisica della zona, ma ciò che lo ha incuriosito soprattutto è stato il modo in cui gli esseri umani, attraverso la loro architettura e l’arte, hanno interagito in modo non invasivo e rispettoso con la natura. La prima volta che è venuto nella regione, ha notato, per esempio, come le case lungo il Lago di Como imitare le linee e ritmi del paesaggio e di come le barche che solcavano il lago lo hanno fatto in risposta al gonfiore e caduta delle onde. Ma nel 1920, aveva cominciato a notare un cambiamento. Le case in costruzione non erano solo più grandi, ma più “aggressive,” si andava affermando un’architettura non in sincronia con l’ambiente circostante. In questi cambiamenti infelici, Guardini ha notato l’emergere di una diversa sensibilità moderna. Voleva dire che il pensiero di Francis Bacon nel XVI° secolo e quello di Cartesio nel XVII° secolo stavano arrivando ad influenzare notevolmente la mentalità degli uomini e delle donne del XX° secolo. Diversamente da Aristotele, che aveva detto che la conoscenza è una modalità di contemplazione, Bacone asseriva che la conoscenza è potere, e più precisamente è il potere di controllare l’ambiente naturale. Per questo ha insistito sul fatto che il discutibile compito dello scienziato è di studiare la natura in modo sistematico e induttivamente in modo che si potessero scoprire, in modo strumentalizzabile i suoi segreti. Pochi decenni dopo, Cartesio ha proseguito, anche se con modalità diverse sulla stessa strada.  Continua a leggere

Sfocus

Attenzione che aumenta, attenzione che cresce.

Attenzione che, l’uso di dati non destagionalizzati induce al sovradimensionamento dell’occupazione a tempo indeterminato del 2015: al netto della stagionalità, i nuovi occupati a tempo indeterminato tra gennaio e dicembre 2015 sono 135.000, non 214 mila, di cui 32.000 sono riferibili ai primi due mesi del 2015 quando la sola decontribuzione era in vigore. Dunque giriamo intorno al numero 100.000, sintomo di un processo di consolidamento e stabilizzazione dell’occupazione. Esagerati. Inoltre, le trasformazioni di contratti non implicano la creazione di nuova occupazione dal momento che si tratta di lavoratori già occupati. Dall’altro, le stesse trasformazioni non sono automaticamente associabili ad una stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Ministero del Lavoro dati relativi relativi alla cessazione delle trasformazioni: nel 2012, il 41% è cessato nel 2014, con un andamento simile per le trasformazioni avvenute nel 2013. Soluzioni provvisorie e assenti da politiche industriali, sostegno di breve periodo. Espansione stabile dell’occupazione? Come? Dove? Quando?. Cosa c’è oltre gli sgravi triennali previsti? Il calo delle collaborazioni (INPS) non trova corrispondenza con l’aumento dei contratti a tempo indeterminato. Questi contratti a progetto si trasformano in lavoro dipendente, oppure voucher? Il dato preoccupante è il seguente: in ogni caso sono in quei settori noti: commercio al dettaglio, trasporto e magazzinaggio; servizi di alloggio e di ristorazione.

Qualità, quantità e stabilità dell’occupazione cercasi.

Se Gradite……

A gennaio 2016, primo mese di sgravi ridotti per le imprese che assumono, l’Inps rileva una brusca frenata delle nuove attivazioni di contratti stabili (-39%). Continua invece la corsa dei voucher, che aumentano del 36,4.

di Fabrizio Ricci

http://www.rassegna.it/articoli/crollano-i-contratti-a-tempo-indeterminato

Sul confine del salario. Il movimento reale e il dilemma democratico…..

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Ben più che l’orrore della battaglia di Aleppo, alla fine è stata la pressione di migliaia di migranti a imporre un fragile accordo sulla guerra siriana.

http://www.connessioniprecarie.org/2016/02/12/sul-confine-del-salario-il-movimento-reale-e-il-dilemma-democratico/

I giovani italiani fanno una startup al giorno. Altro che bamboccioni. Il rapporto 2015 del Censis.

di Chiara Baldi

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http://blog.startupitalia.eu/78774-20151010-startup-giovani-lavoro-censis

Harbinger of the End of Fossil Fuel Era’? US Coal Giant May File Bankruptcy. Peabody Energy made announcement in regulatory filing Wednesday

by Andrea Germanos

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http://www.commondreams.org/news/2016/03/16/harbinger-end-fossil-fuel-era-us-coal-giant-may-file-bankruptcy

Turni di 12 ore e dormitori, l’Europa di Foxconn sembra la Cina. Devi Sacchetto ha condotto (assieme a Rutvica Andrijasevic)

di Michelangelo Cocco

http://www.cinaforum.net/foxconn-europa-cina-395-intervista-professor-sacchetto/

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Berta Caceres

Berta Caceres

L’ecologista Berta Caceres assassinata nel sonno in Honduras lottava per l’ambiente e gli indigeni

cacerers

 

Tegucigalpa, 3 marzo 2016 – Militante ecologista indigena honduregna, Berta Caceres, è stata assassinata da sconosciuti che hanno sparato addosso al suo corpo mentre dormiva in casa, a La Esperanza, circa 200 chilometri a Nord-Ovest di Tegucigalpa. La polizia afferma che la coordinatrice del Consiglio cittadino delle Organizzazioni dei popoli amerindi dell’Honduras (Copinh) è stata uccisa da ladri, mentre rientrava a casa. La madre al contrario, intervistata dalla rete televisiva TV Globo, ha denunciato che sua figlia “come tutti sappiamo, è stata uccisa a causa della sua lotta” ecologista. La Caceres, lascia quattro figli, aveva ricevuto l’anno scorso il Premio Goldman per la sua opera in difesa dell’ambiente, il premio è uno dei massimi riconoscimenti a livello mondiale. Continua a leggere

La realtà e la memoria per il futuro

di Paolo Franco

 

Non è certo facile il confronto tra due periodi ormai tanto lontani. Ormai sono quasi 50 anni. Quasi una vita. Per certi aspetti anche di più.

Nel ’69 ero a Torino, in segreteria della Fiom, e precisamente alla 5^ Lega della Mirafiori. E a Mirafiori c’ero da poco più di un anno. Ci sono rimasto fino al ’75 quando sono diventato segretario della Fiom di Torino. Ho vissuto dunque quegli anni in presa diretta.

Il contesto

Si affollano tantissimi ricordi e devo cercare una sintesi per raccontare quel clima e quella storia. Intanto va detto che il contesto era particolare, sicuramente diverso da oggi. Le prospettive di sviluppo sembravano inesauribili nel tempo. Tutto il mondo era percorso da fermenti di ribellione e da movimenti che stimolavano i cervelli e suscitavano grandi emozioni: gli studenti di Berkeley e il maggio francese, il movimento italiano nelle università, l’onda lunga delle lotte per l’indipendenza in Africa e in Asia, Cuba, ma soprattutto il Vietnam, per noi simbolo della possibilità che l’intelligenza e la tenacia dei poveri possa tenere in scacco e poi sconfiggere i ricchi ed i potenti. Continua a leggere

Monthly Review march 2016 – OPT Out! The revolt against standardized testing.

Test e studi sociali nella scuola capitalistica

di Donna – Marie Cole – Malott and Curry Malott

In un editoriale del New York Times il 15 agosto 2015, gli autori denunciavano che il movimento degli studenti contrastava i test per gli esami delle classi superiori, perché propongono valutazioni standardizzate. Questo tipo di valutazione è dannosa per gli studenti e la loro comunità1. I rigorosi indicatori adottati sono stati presentati come misure di elevata responsabilità e impegno, è stato affermato, per migliore il livello di formazione degli studenti e diminuire il tradizionale senso di oppressione che li pervade. Tali opinioni ignorano la storia dei test, che sono serviti per perpetuare la disuguaglianza di classe e far avanzare la supremazia di alcune classi sociali, dimenticando che il test di intelligenza è stato sviluppato durante la prima guerra mondiale. Più di ogni altra cosa, i test standardizzati misurano l’accesso degli studenti alle risorse e la vicinanza alle culture dominanti, piuttosto che la capacità o qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. I responsabili dei test, utilizzando il principio di responsabilità hanno sfruttato con successo le disuguaglianze esistenti nella società capitalista di cui la scuola è una parte, sostenendo che i test sono uno dei principali strumenti per aiutare a superare quelle stesse disuguaglianze. Continua a leggere

Per una scienza da rifondare: formazione, pratica sociale e impegno politico come eredità storiche di un movimento di lotta per la salute.

di Riccardo Ierna

                                                                                                                                                                              

«…la lotta per la salute è in definitiva una lotta per la     

diminuzione dei ritmi, per la diminuzione della produttività e,    

quindi, contro lo sfruttamento…»

                                                                                            

                                                                                                                     Giulio Alfredo Maccacaro    

 

(Intervento del Centro Studi “Carla Grazioli” all’VIII Congresso Nazionale di Medicina Democratica, Firenze, 19-21 Novembre 2015.)

Uno dei numerosi problemi che affliggono le scienze umane e sociali riguarda l’uso che ne viene fatto nelle prassi e il livello di trasmissione del sapere nell’ambito della formazione accademica e specialistica. In questo senso, come tecnici, ci pare opportuno portare alcune considerazioni di ordine generale su questi problemi, perché sentiamo l’urgenza di reinterrogarci e di reinterrogare Medicina Democratica su questioni che furono centrali nel lavoro e nella lotta di questo movimento all’indomani della sua fondazione e del suo impegno militante per la salute. Partendo da un celebre scritto di Maccacaro “Una facoltà di medicina capovolta”[1] ci chiediamo cosa sia diventato l’insegnamento della Medicina nelle Facoltà universitarie, e che cosa, più in generale, siano diventati l’istruzione e l’apprendimento delle scienze umane e sociali negli atenei e nei dipartimenti universitari di questo paese. Continua a leggere

Ma cos’è questa crisi. L’Italia, l’Europa e la seconda globalizzazione

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Marcello De Cecco (2007-2013) (Donzelli, 2013 pp. XVI-288, 18,50 euro)

Vogliamo ricordarlo cosi, Marcello De Cecco, morto nella notte del 3 marzo a Roma.

Economista italiano nato a Lanciano nel 1939: editorialista di Repubblica e Affari&Finanza. Lauree in giurisprudenza all’università di Parma e in economia a Cambridge ha proseguito gli studi tra l’Italia e gli Stati Uniti insegnando in numerosi atenei. Numerose collaborazioni con importanti istituzioni finanziarie e di ricerca: Banca d’Italia, Fondo Monetario Internazionale, Banca Nazionale del Lavoro. Le sue ricerche riguardano problemi di teoria, politica e storia monetaria e finanziaria, problemi teorici e storici inerenti il funzionamento dei mercati. Economista fuori dagli schemi: uomo di azione e pensiero, lucido osservatore della realtà, libero e autonomo per rispondere alla domanda per lui fondamentale: come cambia il mondo che ci circonda? Società e l’economia sono i temi fondamentali del suo pensiero e noi di La Sinistra Rivista with Monthly Review vogliamo ricordarlo con il volume “Ma cos’è questa crisi. L’Italia, l’Europa e la seconda globalizzazione (2007-2013) (2013)” Donzelli Editore. Continua a leggere

Globalizzazione e decadenza industriale: un saggio di Domenico Moro

di Alex Marsaglia[1]

 

Se si cerca una lettura per sfrondare tutta la retorica accumulata negli scorsi anni anche a sinistra attorno a concetti importanti ma fumosi e ancora poco chiari quali “globalizzazione”, “finanziarizzazione” e “deindustrializzazione” il saggio di Domenico Moro “Globalizzazione e decadenza industriale. L’Italia tra delocalizzazioni, crisi secolare ed euro”. Imprimatur 2015, euro 16,00.

 

L’inquadramento della situazione economica globale alle porte dell’ormai ottavo anno di crisi è in esame secondo i più rigorosi canoni marxiani che inquadrano la globalizzazione dei mercati all’interno delle necessità di accumulazione del capitale, il quale ridisegna tramite le delocalizzazioni una nuova divisione internazionale del lavoro. In questa riorganizzazione del modo di produzione capitalistico, iniziata a metà degli anni ’70 sostanzialmente al fine di frenare la caduta tendenziale del saggio di profitto attraverso una serie di manovre che iniziano ormai a mostrare la corda, viene analizzata una pluralità impressionante di fenomeni complessi e dirompenti come l’esportazione di capitali, la Continua a leggere

Population: the Elephant in the Room

Introduction

At the root of all the converging crises in today’s world is the issue of human overpopulation. Each of the global problems we face today is the result of too many people using too much of our planet’s finite, non-renewable resources and filling its waste repositories of land, water and air to overflowing. The true danger posed by our exploding population is not our absolute numbers but the inability of our environment to cope with so many of us doing what we do.

It is becoming clearer every day, as crises like global warming, water, soil and food depletion, biodiversity loss and the degradation of our oceans constantly worsen, that the human situation is not sustainable. Bringing about a sustainable balance between ourselves and the planet we depend on will require us, in very short order, to reduce our population, our level of activity, or both. One of the questions that comes up repeatedly in discussions of population is, “What level of human population is sustainable?” In this article I will give my analysis of that question, and offer a look at the human road map from our current situation to that level. Continua a leggere

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La Sinistra Rivista – Rivista Quadrimestrale - Autoriz. n. 23 depositata il 27.05.13 - ISSN 2282-3808 La Sinistra rivista - [Online]

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Luogo di pubblicazione: Napoli/Italia - Editore e proprietà: Associazione Transeuropa Piazza Carolina 10, 80132 Napoli