Leftforum

left forum

Libri consigliati

Don Andrea Gallo
Le preghiere di un utopista
Prefazione di Loris Mazzetti
Aliberti editore

globalizzazione e i suoi oppositori

_____________________________

J. E. Stiglitz
La globalizzazione e i suoi oppositori

globalizzazione e i suoi oppositori

Einaudi 2002
___________________________

S. Žižek, In difesa della cause perse. Materiali per la rivoluzione globale.

globalizzazione e i suoi oppositori

Ponte alle Grazie, Milano 2009.

___________________________
Elsa Morante
La storia, Einaudi Cartaceo - eBook

globalizzazione e i suoi oppositori

Lo avevano detto

B. Trentin - Lavoro e libertà - Donzelli Editore 1994

---------------------------------

Tolstoj

“Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare, lavorare per coloro che amiamo e amare ciò per cui lavoriamo.”
LEV TOLSTOJ

Per un pugno di euro: ehi biondo!!

di Alfonso Marino

Nei decenni culminanti della modernità, fine anni ’70, quelli del Prodotto Interno Lordo (PIL) come elemento unico per misurare la Ricchezza delle Nazioni, categoria di pensiero consolidata nel 1776 da Adam Smith, con il paradigma della crescita infinita data dalle risorse infinite, considerammo Ricchezza e Democrazia, elementi e fenomeni presenti, mai estinti, il nostro presente, il nostro e l’altrui futuro, le crisi economiche erano il passato, un passato eliminato e da eliminare dalla nostra storia. Non parliamone più, al massimo celebriamolo quel passato, pronunciamole quelle parole che coincidono con l’assenza della democrazia e la ricchezza, ma solo per alcuni giorni, al massimo settimane e prepariamole con cura quelle giornate, possiamo viverle come un gentile e dolce ricordo ma nulla più: un prodotto da offrire. Quello che accadeva era terribile, accadeva, dunque tranquilli. Invece, poco da stare tranquilli, l’assenza di democrazia e la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi ritornano, la povertà diffusa ritorna, anche quando sono rappresentati come una sceneggiatura da film, gli attori affermati al posto dei politici, gli imprenditori che diventano Presidenti al posto dei politici, la finanza al posto dei politici, i giornalisti al posto dei politici, il popolo, si anche il popolo al posto dei politici. Realtà, altro che film, realtà fosca che non assolve la violenza coloratissima della ricchezza nelle mani di pochi, non assolve il “dateci tempo per imparare” dei movimenti emergenti: invece, con grande velocità, impariamo che la democrazia perde energia e futuro, forse perché alla lunga la democrazia non può convivere con il capitalismo.

La forma storica del capitalismo non si ripresenterà. Alla fine degli anni ’70 vari autori, James O’Connor ad esempio con la sua “Crisi fiscale dello Stato” consigliava di distinguere tra la manifestazione storica del capitalismo e il suo significato essenziale. Il capitalismo ha solo costituito la prima, brutale, manifestazione di una tendenza profonda della modernità tecnologica: non si è ancora fatto sera. Inutile consolazione, il regno tecnologico con tutti i suoi ambienti attivati e sono tanti, rappresenta qualcosa di atipico per la nostra cultura, epoca. L’operare tecnologico, la sua supremazia generalizzata, la dimensione globale e senza lacune apparenti, con conseguente irresponsabilità individuale, pone nell’angolo la democrazia, la distribuzione della ricchezza sia materiale che immateriale.

Cercando di definire la supremazia dei pochi, sono giunto a individuarne tre caratteri essenziali, che a mio parere si sono presentati negli ultimi decenni.

Il primo è il primato del funzionale, il primato della perfezione tecnologica rispetto alle forme irregolari della vita. La pubblicità è perfetta e funzionale, la governance tecno-linguistica è funzionale al dominio, la velocità e l’opacità delle transazioni è funzionale al capitalismo finanziario, la valutazione è funzionale all’algoritmo che stabilisce il premio, il lavoro, la cultura perdono il loro valore, il loro essere, questo della funzionalità è il primo tratto di una deriva nella quale gli spazi per le mediazioni, le riforme per combattere la povertà sono difficili da realizzare.

Il secondo carattere è la trasformazione della frustrazione operaia in aggressività nazionale e negatività: solo nelle svolte totalitarie il mondo del lavoro ha detto NO! Quel mondo è pronto anche al sacrificio, ma deve comprenderne i motivi, deve condividerne i voleri, deve sentirsi parte di un progetto, oppure è NO! Risponde all’assenza del progetto, comprende il suo impoverimento e umiliazione e risponde NO!. E’ quello che accadde negli anni Venti con il nazi – fascismo nell’Europa del tempo, quando la sofferenza dei lavoratori venne interpretata come umiliazione nazionale. La Brexit è anche questo, il filo spinato e il muro della Polonia e dell’Ungheria è anche questo, e si prepara forse in Francia, è stata sfiorata per l’Austria, in Italia si vedrà.

Il terzo carattere è quello del declino della cultura bianca occidentale. Il fatto che il concetto di razza sia un non-concetto, il fatto che questa categoria di pensiero e vita non corrisponda a niente non significa che non abbia giocato un ruolo decisivo nella storia del nostro essere Europa, europei. Essere bianco, gioca un ruolo ancora decisivo nella presentazione e vittoria della campagna elettorale di un uomo bianco, ricco, un self made man che vuole Make America Great Again e vince contro il diverso, l’africano civilizzato con le sue origini indimenticabili, indelebili: quello ha occupato la Casa Bianca.

Questi caratteri sono insieme, il loro legame è forte, intrecciato e presentano una serie di corollari impegnativi e strutturati come dei cerchi concentrici. Ritorna il tema della fertilità, prima in Francia, poi in Polonia e infine si parla di fertilità anche in Italia: il Ministero della Sanità con la sua pubblicità fatta di donne bianche e bionde, uomini muscolosi e bianchi, invita le donne italiane all’uscita dalla crisi di realizzo del nostro capitalismo facendo figli. La riduzione della popolazione futura provocherà un problema di tipo fiscale? Ritornano gli anni ’70, ritorna O’Connor, la nostra risposta, quella europea è la supremazia tecnologica e la ricchezza nelle mani di pochi, dunque: povertà materiale e immateriale. La povertà materiale e immateriale è fondamentale per affermare che i lavoratori non sono sconfitti ma guerrieri vittoriosi se custodiscono la razza e l’identità nazionale, è questo il messaggio di Farage, Kazinski, Trump, ricordate dai libri di storia, era questo il messaggio di Hitler!

E’ stato anche questo il messaggio presente nella Rivoluzione Russa?

L’amore e l’odio, il loro continuo divenire, dipendono dalle scuole, dai libri, dall’amicizia, dalla condivisione delle risorse, da un lavoro umano e dalla pace. Dipendono da una politica capace di realizzare questo paradigma.

Purtroppo siamo lontani da una politica capace di realizzare questo paradigma, purtroppo. Siamo alla nascita del nuovo partito della sinistra, ma non tutti, ormai quasi uno ogni tre anni e quello che doveva essere non è, ma siamo anche alla probabile frantumazione dell’aggregazione storica degli ex comunisti poi centro sinistra.

Per un pugno di euro il silenzio non ha voce: ehi biondo!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gennaio 2017
Il numero di Gennaio 2017 Scarica il dodicesimo numero della rivista.

COVER_SINISTRA_SETT-2016

I numeri precedenti
Il numero di Gennaio 2017 Scarica il dodicesimo numero della rivista.

COVER_SINISTRA_SETT-2016

------------------------------------------- Il numero di Settembre 2016 Scarica l'undicesimo numero della rivista.

COVER_SINISTRA_SETT-2016

------------------------------------------- Il numero di Maggio 2016 Scarica il decimo numero della rivista.

COVER_SINISTRA_SETT-2015

------------------------------------------- Il numero di Gennaio 2016 Scarica il nono numero della rivista.

COVER_SINISTRA_SETT-2015

------------------------------------------- Il numero di Settembre 2015 Scarica l'ottavo numero della rivista.

COVER_SINISTRA_SETT-2015


------------------------------------------- Il numero di Maggio 2015 Scarica il Settimo Numero della rivista

COVER_SINISTRA_MAG-2015


------------------------------------------- Il numero di Gennaio 2015 Scarica il Sesto Numero della rivista.

COVER_SINISTRA_MAG-2014

------------------------------------------- Il numero di Settembre 2014 Scarica il Quinto Numero della rivista.

COVER_SINISTRA_MAG-2014

------------------------------------------- Il numero di Maggio 2014 Scarica il Quarto Numero della rivista.

COVER_SINISTRA_MAG-2014

------------------------------------------- Il numero di Gennaio 2014 Scarica il Terzo Numero della rivista.

COVER_SINISTRA_SETT-2013

------------------------------------------- Il numero di Settembre 2013 Scarica il Secondo Numero della rivista.

COVER_SINISTRA_SETT-2013

------------------------------------------- Il numero di Maggio 2013 Scarica il Primo Numero della rivista.

COVER_SINISTRA_small_maggio-2013

La Sinistra Rivista. Quadrimestrale in collaborazione con Monthly Review

La Sinistra Rivista – Rivista Quadrimestrale - Autoriz. n. 23 depositata il 27.05.13 - ISSN 2282-3808 La Sinistra rivista - [Online]

Direttore responsabile: Alfonso Marino

Luogo di pubblicazione: Napoli/Italia - Editore e proprietà: Associazione Transeuropa Piazza Carolina 10, 80132 Napoli